GEAPRESS – Ancora il Vietnam ed i suoi trafficanti, al centro del commercio di corni di rinoceronte e zanne di elefante. Gli ultimi arresti appena pochi giorni addietro. Un uomo ed una donna, cittadini vietnamiti in partenza per il loro paese, sono stati fermati all’aeroporto internazionale di Johannesburg in possesso di un considerevole quantitativo di corni e avorio. In particolare i due stavano tentando di imbarcare due corni di rinoceronte, cinque zanne di elefante, 20 bastoncini di avorio (di quelli utilizzati per l’alimentazione), 31 braccialetti e tre orecchini di avorio, più 18 blocchi ancora da lavorare.

Giova appena ricordare che l’ultimo rinoceronte di Giava è morto, estinguendo la peculiare popolazione vietnamita, a seguito di un colpo di arma da fuoco sparato proprio per il prelievo del corno (vedi articolo GeaPress). Sempre il Vietnam è ormai additato come il principale destinatario dei corni utilizzati per talune preparazione farmaceutiche, di nullo significato scientifico, molto in uso per la cura contro i tumori. A poco serve spiegare che il corno di rinoceronte, altro non è che cheratina, ovvero una delle proteine più comuni del mondo animale nonché la stessa che costituisce anche le nostre unghia e i capelli.

Diverso discorso per l’avorio, molto apprezzato dai nuovi ricchi cinesi. Un mercato in forte espansione che trova proprio nel Vietnam un fondamentale paese di transito.

Soprattutto negli ultimi due anni, il Sudafrica è più pesantemente intervenuto nella lotta ai contrabbandieri, facendo scendere in campo finanche l’esercito, specie nei confini orientali e soprattutto nel famoso Kruger Park. Solo pochi mesi addietro altri due trafficanti vietnamiti sono stati arrestati  e poi condannati a 12 e 8 anni di carcere.

Ad ogni modo la medicina tradizionale orientale non è l’unica destinataria di corni di rinoceronte e avorio. I primi, sono molto richiesti nello Yemen, per la manifattura dei manici di pugnali. Corni ed avorio, poi, rimangono pezzi ambiti anche in occidente. Solo negli ultimi mesi, ad esempio, in Italia sono avvenuti, in case d’asta ma anche in semplici abitazioni private, alcuni sequestri sia di corno che di avorio.

Nel nostro paese, però, contrasta la blanda previsione di reato di esclusiva natura contravvenzionale. Niente carcere, come in Sudafrica, essendo le previsioni di arresto ben al di sotto della soglia di punibilità. Impossibile, poi, la contestazione dell’associazione a delinquere, che sicuramente costituirebbe un importante stimolo investigativo. Circa l’ammenda la previsione sicuramente è di rilievo, trattandosi di circa 100.000 euro. Meno della metà, però, di quanto pagherebbe, ad esempio, uno statunitense colto in flagranza nel suo paese, e comunque di molto riducibile con l’oblazione. Negli ultimi mesi, in Italia, sono avvenuti sequestri di avorio (in un caso) e di corni (in due casi) in tre case d’asta. A Trieste, Sarzana e Roma. Tutte continuano a svolgere tranquillamente la loro attività e c’è da giurare, considerati i giri di affari, che poco importerà di una ammenda specie se ridotta.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati