GEAPRESS – Quattro bracconieri, coinvolti nell’uccisione di alcuni rinoceronti nel Kruger Park, in Sudafrica, sono stati arrestati nelle scorse ore nella regione dello KwaZulu-Natal, a circa 500 chilometri a sud est di Pretoria. I quattro sono stati sorpresi dalla polizia nel corso di due diverse operazioni durante le quali è scaturito uno scontro a fuoco dopo che un bracconiere aveva puntato un fucile mitragliatore Kalashnikov. Il bracconiere è rimasto ferito.

L’uccisione dei rinoceronti sarebbe invece avvenuta nel Kruger Park da alcuni mesi presidiato dall’esercito sudafricano. Nel parco nazionale famoso in tutto il mondo gli ultimi arresti di bracconieri sono avvenuti appena venerdì scorso. Purtroppo in Sudafrica sono operative bande ben organizzate che esportano le loro attività anche in paesi vicini. E’ il caso dello Zimbabwe e del Mozambico. I bracconieri fanno capo ad organizzazioni criminali ben organizzate che possono avvalersi finanche di elicotteri. Recentemente la polizia sudafricana ha portato alla sbarra anche noti veterinari e responsabili di ditte di caccia con rappresentanze in Europa (vedi articolo GeaPress).

I corni vengono esportati prevalentemente in Cina, ma punti di transito intermedi sono costituiti dal Singapore e dal Vietnam. Dalla Cina, i corni, giungono poi allo Yemen, dove il pugnale in manico di corno di rinoceronte è componente tradizionale dell’abbigliamento maschile. In Cina, però, rimane il principale mercato di corni di rinoceronte; viene lavorato per la medicina tradizionale. Purtroppo, con il fine di sostenere lo sviluppo sostenibile della stessa medicina, la Cina ha ormai avviato la costruzione di allevamenti di rinoceronti africani. Almeno uno dovrebbe essere già attivo nella provincia dello Hainan. Ignota la provenienza anche se si sospetta che dietro possa esservi l’importazione di animali provenienti da strutture della cattività. Del resto è già successo con le tigri. Le autorità italiane, ad esempio, hanno in alcuni casi autorizzato l’esportazione in Cina di alcuni grandi felini provenienti da uno zoo veneto ed altro pugliese.

La creazione di allevamenti nasce da una idea, rivelatasi poi fallimentare, di costituire delle popolazioni allevate in cattività per preservare dai commerci quelle selvatiche. Grossisti per terraristi e detentori di pets, avrebbero così dovuto approvvigionarsi da allevamenti piuttosto che da catture in natura. Da un lato, però, gli allevamenti nei paesi di origine, iniziarono subito una politica di riduzione dei costi a scapito del benessere degli animali, fino a diventare, in molti casi, veri e propri riciclatori di fauna selvatica contrabbandata. Soprattutto nel commercio di pappagalli e rettili sono stati dimostrati numerosi episodi. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).