GEAPRESS – Centomila euro di sanzioni contestate e 30 animali esotici sequestrati. Questo il risultato dell’operazione “Animali in rete” condotta dal Servizio Cites di Macerata del Corpo Forestale dello Stato. Coinvolti numerosi allevatori marchigiani che avevano scelto internet come vetrina per i loro commerci. Risultano ora inquisiti dopo l’intervento del Servizio Cites di Macerata a conclusione di due mesi di indagine, ed iniziata proprio con la verifica degli annunci di vendita apparsi sul web e relativi alla regione Marche.

La situazione illegale riscontrata, secondo il Corpo Forestale, è rilevante: testuggini, serpenti, pappagalli, venduti senza la necessaria documentazione prevista dalla legge.

Anche se per gli illeciti accertati non è stata riscontrata l’importazione illegale di animali – ha dichiarato a GeaPress il Vice Questore del Servizio Cites di Macerata Roberto Nardi – non si può escludere che il sistema illecito rilevato possa sfruttare canali illegali di importazione di animali. Il Servizio Cites di Macerata del Corpo Forestale dello Stato – ha aggiunto il Vice Questore Nardi – ha eseguito 8 controlli distribuiti nelle province di Ancona, Fermo, Macerata e Pesaro.”

Ad Ancona sono state per altro sequestrate 9 testuggini spedite dalla Sardegna con dei plichi postali. Le indagini del Servizio Cites di Macerata si sono, infatti, intrecciate con quelle dei colleghi della Sardegna (vedi articolo GeaPress).

Secondo le stime del Corpo Forestale il mercato mondiale di animali e vegetali vivi o morti e loro parti è enorme. Pappagalli, rettili, orchidee, piante grasse, ecc. provenienti principalmente dal Sud America, dall’Africa e dall’Asia, nonché una miriade di parti (ad esempio pelli e legname) e manufatti come scarpe, borse etc. Il valore complessivo, solo per gli esemplari CITES, è di circa 25 miliardi di euro all’anno di cui una fetta importante deriva da attività illegali.

Il dato riportato dal Corpo Forestale, però, è ancor più preoccupante se si considera come le stime di cui sopra siano relative alle specie considerate dalla Convenzione di Washington sul Commercio di specie animali e vegetali in via di estinzione (CITES). Non sono considerati, infatti, nella loro totalità i traffici di animali esotici, dal momento in cui se una specie non è in pericolo non viene inserita nella Convenzione.

Sempre secondo il Corpo Forestale, negli ultimi anni si sta assistendo ad una crescita esponenziale del commercio internet degli animali in via di estinzione. Non vi è in tal maniera bisogno di strutture commerciali di vendita oltre al fatto che con estrema facilità, si raggiunge una platea di utenti molto ampia. Al mercato regolare sul web si accompagna una parte di commercio illegale che è favorito dall’anonimato degli annunci e dalla difficoltà oggettiva di verificare l’effettiva esistenza degli animali messi in vendita.

La professionalità del Servizio Cites è però stata in grado di individuare, nonostante le difficoltà, gli autori degli annunci spesso anonimi. Dapprima sono stati monitorati e tenuti sotto controllo alcune centinaia di annunci effettuando poi un’analisi dei dati acquisiti al fine di individuare i soggetti da sottoporre a controllo.

L’operazione del Servizio Cites di Macerata non sembra ad ogni modo conclusa. Sono infatti in corso ulteriori accertamenti ed indagini sia nelle Marche che in altre regioni grazie agli elementi informativi acquisiti durante l’operazione “Animali in Rete”.

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