GEAPRESS – Nuovi sconcertanti dati sul traffico di bile di orso per la medicina orientale. Secondo un nuovo rapporto diffuso dall’Ufficio Traffic, l’uso della bile di orso, spesso proveniente da veri e propri allevamenti dell’orrore, sembra non conoscere sosta. Inoltre, contrariamente alle dichiarazioni degli Stati dove ancora insistono questi allevamenti, gli animali continuano ad essere di provenienza selvatica. Una grave violazione della normativa internazionale sul commercio di animali e piante in via di estinzione che, comunque, non riguarda il benessere degli animali.

Gli orsi, sia di cattura che di allevamento, vengono rinchiusi in gabbie più o meno grandi quanto loro stessi. Un catetere condurrà fuori dall’addome la secrezione biliare utilizzata per i prodotti medicinali. Il principale produttore continua ad essere la Cina, ma non mancano sorprese come il Giappone e la stessa Russia. In questo caso, gli animali sono uccisi dai cacciatori che estraggono quanto necessario da inviare, ad esempio, fino alla Corea del Sud. Un fenomeno, questo, recentemente evidenziatosi anche per cinque Stati americani (tra cui quello di New York), dove la bile viene prelevata dai cacciatori ed inviata ai negozi cinesi (vedi articolo GeaPress).

In particolare Vietnam, Laos e Birmania sono individuati come quei paesi dove si sospetta che gli orsi degli allevamenti, nonostante il formale divieto, provengano ancora dalla vita libera. Precauzione, questa, utile alla specie (che rischia ora di estinguersi) ma non certo al benessere dei poveri animali che, a prescindere se nati in cattività o in natura, marciscono schiacciati in gabbie il cui compito è quello di tenerli immobili tutta la vita a … colare bile. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).