pangolino
GEAPRESS – Più abituati a sentirne parlare in occasione di mastodontici sequestri che non in situazioni più piacevoli.

Si tratta delle scaglie di Pangolino, il piccolo mammifero insettivoro le cui specie sono distribuite in Asia meridionale e del sud est, oltre che nell’Africa subsahariana. Tutte egualmente vittime dei trafficanti di fauna selvatica, alla ricerca delle loro scaglie. Queste, infatti, sono ancora molto richieste dalla medicina tradizionale asiatica e cinese in particolare. Sono costituite da cheratina, una proteina molto comune nel regno animale che forma, tra le altre cose, peli e capelli.

Solo nel porto di Hong Kong, in poco meno di un mese, se sono state sequestrate diverse tonnellate (vedi articolo GeaPress).

Eppure, a volte, arrivano notizie positive, che mostrano come nel mondo vi sono associazioni che si prodigano per la loro salvezza.

Succede in Cambogia, dove un Ranger dell’ONG Wildlife Alliance ha recuperato e poi rimesso in libertà proprio uno di questi animali. Il piccolo mammifero è stato reintrodotto nel Southern Cardamom National Park, una grande area naturale di 410.000 ettari.

E’ la stessa ONG a sottolineare l’elevato rischio di estinzione che corrono le diverse specie di Pangolino il cui status, in alcuni casi, è difficile da quantificare a causa del carattere particolarmente schivo. In questo caso, però, la storia si è conclusa in maniera decisamente positiva.

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