GEAPRESS – Proveniva dalla russia la pelle del lupo grottescamente sistemata su un manichino di un negozio di abbigliamento di Alassio (SV). Non si sa se l’esposizione avesse attirato clienti, di sicuro ne aveva scandalizzato alcuni che si erano rivolti al WWF ed infine al Corpo Forestale della Stazione di Andora intervenuta congiuntamente al Servizio Cites di Genova.

I 160 centimentri di pelle di lupo, erano stati così sequestrati e finalmente … tolti dal manichino. Un fatto preoccupante, anche perchè in Liguria, con la comparsa del lupo, si sono specializzati bracconieri che con il povero canide hanno finanche confezionato collane (vedi articolo GeaPress). Il negoziante di Alassio, non era riuscito a produrre alcuna documentazione la quale, in base al particolare regime di protezione della specie, avrebbe dovuto essere in possesso del negoziante.

Di queste ore il responso dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

La pelle del lupo proveniva dalla Russia. In quel paese è consentito cacciarlo ma l’esportazione deve essere garantita da apposita documentazione Cites, ovvero relativa alla Convenzione di Washington sul commercio di specie minacciate di estinzione. Per tale Convenzione, una specie, anche se tutelata, può essere cacciata all’interno di quote di esportazione. Un fatto, questo, che alimenta molte critiche anche sulla attendibilità dei censimenti svolti nei paesi di origine.

Intanto, il lavoro della Forestale , è giunto al termine. Per il negoziante, denunciato già nel 2008 alla Procura della Repubblica di Savona, era stata contestata l’ammenda di 3.750 euro.

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