GEAPRESS – Fine di un animale esotico, morto dopo essere stato abbandonato oppure fuggito. Il povero pappagallo Calopsitta, è stato rinvenuto già in gravi condizioni di salute in una via di Finale Ligure dai volontari dell’ENPA di Savona. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi e nonostante le cure prestate dai veterinari è morto il giorno dopo il ritrovamento. Un maschio di Calopsitta. Una specie originaria dell’Australia, dicono all’ENPA, ormai allevata e venduta in Europa. Può raggiungere i venti anni di età e la sua versatilità e socialità ne fanno purtroppo un elemento di successo.

L’ENPA coglie l’occasione per rilanciare l’appello, specie in periodo di regali, a non comprare animali esotici. Trattasi dell’ennesima forma di sfruttamento del mondo animale che favorisce solo i commercianti. Secondo l’ENPA, quasi il 90% di questi animali muore già nel primo periodo di arrivo a casa, per non parlare di quelli che lasciano le penne nelle fasi di trasporto o cattura.

Basta del resto guardare agli stessi dati di vendita diffusi dalle associazioni di commercianti. Il mercato è ormai saturo, ma le fluttuazioni dei numeri di vendita subiscono lievi fluttuazioni di anno in anno. Questo significa che gli animali venduti sono sostanzialmente di rimpiazzo di quelli già precedentemente acquistati.

Valga per tutti l’esempio delle comuni tartarughine d’acqua dolce. Si importano, da almeno tre decenni, in numeri che annualmente hanno spesso sfiorato il milione. E’ chiaro, pertanto, che nelle case degli italiani non vi sono decine di milioni di tartarughe che da adulte possono raggiungere anche i trenta centimetri di lunghezza e presentare sicuri problemi di mantenimento. La differenza tra i numeri di quelle abbandonate (guardo caso prevalentemente adulte) e quelle vendute, potrebbe pertanto consistere nella morte degli animali. 

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