GEAPRESS – Quattordici mesi di lavori disciplinari e l’equivalente di 18.500 dollari. Un’enormità per il cacciatore di cervi russo che si è visto condannare per l’abbattimento di un tigre dell’Amur (nella foto di Sergei Aramilev – WWF Russia) . Poi il ritiro del permesso di caccia e la revoca del porto d’arma. Appurato che aveva sparato intenzionalmente, e non per legittima difesa, la corte russa è stata inflessibile. Non solo aveva sparato a grande distanza alla povera tigre ma l’aveva pure inseguita per finirla.

In compenso, prima di esalare l’ultimo respiro, la tigre lo ha solo lievemente ferito con un graffio al viso. Puntando su questa ferita, il cacciatore aveva cercato di costruirsi la legittima difesa, ma le prove a suo carico hanno fornito un versione totalmente diversa.

Sulla conclusione della vicenda il WWF ha espresso soddisfazione. Proprio quella tigre era peraltro ben conosciuta, essendo al centro di un programma di conservazione.

Abbiamo registrato la presenza di quella tigre nel corso dell’annuale controllo invernale e non risultava affatto aver creato problemi – ha dichiarato Pavel Fomenko, coordinatore del programma di conservazione della biodiversità del WWF Russia – L’esame autoptico ha dimostrato come la tigre era sazia e ben nutrita. Mai – ha aggiunto il responsabile del WWF – una tigre in quelle condizioni attacca l’uomo, eccetto che non sia ferita o minacciata.”

La pena inflitta fa seguito ad altre due condanne che si sono registrate negli ultimi tre anni. Un fatto che, secondo il WWF, costituisce ormai una solida giurisprudenza.

Certo che a ben guardare quanto rischia il cacciatore italiano che in Toscana ha abbattuto due rarissimi Ibis eremita (vedi articolo GeaPress), si rimane un po’ stupiti. In linea teorica potrebbe concludere il tutto oblando circa 1000 euro ed estinguendo il reato. Nulla osta, almeno nell’immediato e salvo superiore intervento dell’autorità di polizia, sulla licenza di caccia.

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