GEAPRESS – E’ un pitone reale, di 4-5 anni, lungo circa un metro e mezzo, il rettile che stamani ha terrorizzato gli abitanti della zona Largo Preneste a Roma. Già alle prime luci dell’alba sono state numerose le segnalazioni di cittadini preoccupati per il lungo rettile che, a spasso per il marciapiede, si è poi rifugiato all’interno di una grata comunicante con uno scantinato posto in Via Ariano Irpino, 20.

Il personale del Nucleo Investigativo Servizio CITES Centrale del Corpo Forestale dello Stato, fin da subito impegnato nelle ricerche, dopo più di un’ora è riuscito a scovare il povero animale all’interno dello scantinato. Il pitone reale, che rientra nell’allegato B della Convenzione di Washington, è stato trovato in evidente stato di stress.

Si tratta di abbandoni sempre più frequenti – ha dichiarato a GeaPress il Sovr. Marco Fiori, Responsabile della Sezione Investigativa Cites del Corpo Forestale dello Stato – E nonostante i pitoni reali siano piuttosto diffusi nei negozi di animali e tra i collezionisti il loro abbandono, oltre che comportare un pericolo per l’incolumità dell’animale, genera allarme sociale.

Le segnalazioni dei cittadini riferivano di più serpenti, descritti in maniera diversa. Sul posto sono state inviate altre pattuglie della Forestale per potenziare le ricerche, estese anche ai negozi posti nelle vicinanze.

L’ipotesi della Forestale è che i serpenti siano stati abbandonati da qualcuno che non poteva più prendersene cura, o che non aveva le regolari certificazioni CITES per la detenzione di questi animali protetti dalla Convenzione di Washington.

In Italia, il pitone reale (come molti altri rettili) è di libera vendita. Basta che l’animale sia in regola con la certificazione Cites e chiunque può acquistarlo. Non esiste alcun obbligo di microchippatura, così come nessun controllo è previsto sugli acquirenti.

Pochi giorni addietro sempre i Forestali del Servizio Cites centrale avevano rinvenuta abbandonata una tartaruga azzannatrice lungo l’argine del Tevere, in provincia di Rieti (vedi articolo GeaPress).

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati