GEAPRESS – Già il nome del parco vicino la Salaria, Peter Pan, fa pensare al possibile frequentatore che avrebbe potuto rischiare grosso tentando di toccare quanto contenuto di quella bacinella abbandonata. Avrebbe trovato il morso di una pericolosa tartaruga azzannatrice. Pericolosa ancor di più se le falangi fossero state quelle di un bambino.

Ad intervenire, dopo la segnalazione pervenuta al numero delle emergenze 1515, il Servizio CITES centrale del Corpo Forestale dello Stato che ha confermato la potenziale pericolosità dell’animale oltre che il divieto di detenzione. La tartaruga azzannatrice, riferiscono dalla Forestale, possiede un becco a rostro e la forza del morso, oltre al fulmineo scatto nell’attacco, la rendono un animale estremamente pericoloso, specialmente se manipolato da persone non esperte.

Solo l’ultimo di una serie di ritrovamenti di animali esotici e pericolosi che hanno visto impegnati in diverse province, ma soprattutto nella Capitale, gli uomini del Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato. E’ invece la prima volta, riferiscono sempre dalla Forestale, che una tartaruga azzannatrice viene ritrovata all’interno di un parco cittadino, in pieno centro abitato, poiché gli avvistamenti in genere dell’animale avvengono lungo le rive di fiumi o torrenti. E’ stato così, ad esempio, il recente ritrovamento di altra tartaruga azzannatrice lungo le sponde del Tevere a Rieti (vedi articolo GeaPress).

L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che l’animale (di cui fin dal 1997 ne è vietato il possesso) sia stato abbandonato da qualcuno che non poteva più prendersene cura. Gli agenti della Forestale consegneranno l’esemplare ad un Centro di recupero di Roma, autorizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, specializzato nella gestione di animali pericolosi.

La legge italiana, considera la Tartaruga azzannatrice, in una lista di animali considerati pericolosi sia per le loro specifiche potenzialità offensive sia per il pericolo di trasmissione di malattie, vietandone il commercio e la detenzione. Per i trasgressori è previsto l’arresto fino a tre mesi ed un’ammenda compresa tra i 7.000 e i 100.000 euro.

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