GEAPRESS – La gabbia era talmente piccola da non potere consentire neanche l’apertura delle ali. Il povero Conuro della Patagonia, una specie di pappagallo originaria del Cile, stava così rinchiuso, in condizioni igieniche disastrose, all’interno di un’autofficina nel quartiere Portuense di Roma.

Ad occuparsi di lui sono state le Guardie Zoofile della sede romana dell’ENPA, che hanno sequestrato l’animale e disposto per le necessarie cure veterinarie. Il pappagallo presentava diverse zone del corpo deplumate, oltre che a lesioni che verosimilmente si era prodotto a causa della situazione di disagio e stress nelle quali era costretto a vivere.

Le Guardie hanno poi provveduto a denunciare il proprietario per maltrattamento di animali. Non solo. Nonostante il Conuro della Patagonia sia considerato nelle disposizioni internazionali che ne regolano il commercio e la detenzione, ed alle quali anche l’Italia ha da tempo aderito, il proprietario era sprovvisto di qualsiasi docementazione Cites, fatto questo punito con una ammenda che può arrivare fino a oltre centomila euro. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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