GEAPRESS – Periferia orientale di Roma, l’abitazione è in via Manfredonia, mentre il seminterrato dove è stata trovata la droga, forse per il piccolo spaccio, è in via Ugento. Marijuana, hashish e pure un flacone di anestetico riservato per uso medico e del quale è vietata la detenzione. Ad intervenire gli Agenti del Commissariato Prenestino che hanno così denunciato un noto pregiudicato per reati specifici,di anni trentadue. La vera sorpresa, però, è arrivata da una teca a muro. Dentro, un caimano di circa un metro (coda compresa). L’animale, secondo quanto riportato dalla Polizia di Stato, si presentava in precarie condizioni, malnutrito, disidratato e affetto da avitaminosi.

Il trentaduenne è stato denunciato in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di specie protetta, detenzione di animale pericoloso e maltrattamento di animale. Ad intervenire sul posto, per le specifiche competenze ed il recupero dell’animale, il Servizio Centrale CITES di Roma del Corpo Forestale dello Stato.

Secondo gli esperti del Corpo Forestale dello Stato, il rettile è stato importato illegalmente in Italia. Il trentaduenne deteneva il rettile all’interno di un terrario artigianale in condizioni incompatibili con la propria natura, causando al caimano gravi ed evidenti sofferenze tanto da rendere necessario l’immediato trasferimento, con i mezzi del Corpo Forestale dello Stato, presso una struttura della Capitale idonea ad ospitarlo.

La specie alla quale appartiene l’animale non solo è protetta dalla Convenzione di Washington, ma è anche vietata alla detenzione dei privati fin dal primo gennaio 1997. L’ammenda prevista per la detenzione di specie tutelate dalla Convenzione di Washington prevede una pena massima di 75.000 euro. E’ previsto anche l’arresto (impossibile, comunque, in flagranza di reato) ma salvo particolari casi di pregiudicati per gravi reati, si tratta di un termine fissato ben al di sotto della soglia di punibilità.

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