GEAPRESS – E’ probabile che alla Stazione Termini di Roma, avessero appuntamento per vendere i 51 rettili. Gli animali erano forse provenienti da Reggio Calabria, la città di origine dei due denunciati: una donna di 34 anni e un uomo di 35 anni, quest’ultimo con precedenti di polizia non specifici. Sta di fatto che il continuo girare dell’automobile, proprio attorno alla Stazione ferroviaria e finanche in vie ove vige il divieto di accesso, ha insospettito la Polizia di Stato. Fermata la macchina, l’incredibile scoperta. Dentro scatole di polistirolo a sua volta disposte in altri contenitori di plastica, ben 51 rettili, tra cui Tegu (una grossa lucertola che allo stato naturale vive in Sudamerica) sia delle specie “merianae” che ” rufescens”, Pitone moluro, Pitone corto. Le scatole erano sistemate nel vano bagagli ed in quello posteriore. Il tutto in condizioni di aerazione pessime, tanto che nei vetri dell’autovettura, nonostante i finestrini anteriori aperti, era presente evidente condensa.

Gli Agenti del Commissariato Viminale, diretti dal dott. Gaetano Todaro, sono così intervenuti congiuntamente alla Sezione investigativa CITES del Corpo Forestale dello Stato diretta dal Pr. dir. Ciro Lungo. Gli animali, che in negozio avrebbero potuto fruttare non meno di 50.000 euro, erano svenduti, stante quanto dichiarato dallo stesso venditore, per un prezzo ridicolo. Poche centinaia di euro.

Particolarmente penose le condizioni dei Tegu. Letteralmente “ammassati” riferisce la Forestale. Fino a cinque grossi animali in una sola scatola di trenta centimetri di lunghezza. Animali pigiati e sovrapposti tra loro, erano arrivati persino ad ingurgitare la paglia.

Ai due è stato contestato il reato di maltrattamento di animali nonché la detenzione e il commercio di animali protetti. Sequestrati sia gli animali che l’autovettura.

Stante i primi rilievi medico veterinari, gli animali date le condizioni di detenzione potrebbero essere affetti da problemi respiratori. Attualmente ospitati in idonea struttura, i rettili sono sottoposti a quarantena e agli esami di rito per valutarne le condizioni di salute.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato, il Tegu è molto ambito dai collezionisti ai quali è probabile fossero destinati i poveri animali.

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