GEAPRESS – E’ gravissimo il bilancio dell’imboscata tesa questa mattina dai bracconieri di avorio, al personale di sorveglianza del Parco Nazionale Virunga, meglio noto come il Parco dei Gorilla poiché ospita appunto una discreta popolazione di Gorilla, nella Repubblica Democratica del Congo. Due ranger ed un soldato sono morti, mentre altri tre soldati sono stati feriti, di cui uno in maniera grave. Cinque bracconieri sono morti nel corso della sparatoria, mentre altri due, feriti ed in fuga, sono stati catturati poco dopo.

Purtroppo, secondo quanto riportato dal Parco, incidenti di questo tipo sono sempre più in aumento, anche se nessuno aveva finora mai portato ad un esito così grave. I bracconieri risultano particolarmente localizzati nella parte meridionale del Parco e sarebbero dediti, oltre che al traffico di avorio, anche a quello di carne di fauna selvatica e di pesce prelevato dal lago Edward. Fenomeno inaspritosi a seguito dell’attività dei ribelli anti governativi.

Uno dei due Ranger lascia un bambino di sei mesi ed una figlia di 14 anni. La madre dei due bambini era morta pochi mesi addietro. Il Parco si sta ora adoperando per raccogliere le spese per i funerali oltre che per garantire, almeno per i prossimi cinque anni, un mensile di cinquanta dollari ai familiari.

L’agguato è avvenuto stamani nei pressi della baia di Mwiga, ad ovest del Villaggio Vitshumbi, sul lago Edward. Gli assalitori appartengono al gruppo dei ribelli Mai-Mai Pareco.

Il traffico di zanne di elefante viene dato in forte aumento. Appena pochi giorni addietro ben 1209 zanne sono state sequestrate all’aeroporto di Hong Kong, ma già da allora nuovi sequestri sono avvenuti in Kenya. Dietro questa escalation, potrebbe esserci la decisione di alcuni stati africani di immettere nel mercato legale l’avorio sequestrato nel passato ai bracconieri o frutto delle tanto discusse “cacce di selezione”. Di fatto, grazie a corruzione e facile falsificazione dei documenti, viene fornita una copertura anche all’avorio di contrabbando. Un circolo vizioso che sembra non avere mai fine. Salvo estinzione dell’elefante.

Sui gravi fatti di stamani è intervenuto il WWF Internazionale il quale ha anch’esso sottolineato l’estrema pericolosità del bracconaggio in quella zona.

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