GEAPRESS – Prima l’olio di palma e gli elefanti avvelenati dai coltivatori (vedi articolo GeaPress) ora l’industria della carta e gli ultimi territori della tigre di Sumatra. Bukit Tigapuluh, questo il nome della foresta che secondo una recente indagine condotta da alcune organizzazioni non governative rischia di scomparire grazie ad alcune discutibili concessioni accaparrate da una multinazionale indonesiana della carta. Questa si sarebbe associata con i detentori delle licenze, inizialmente rilasciate in circostanze quantomeno dubbie.

Sempre secondo l’indagine, la stessa compagnia sarebbe la vera responsabile di alcune vie di accesso alla foresta probabilmente illegali. Tali strade starebbero tra l’altro agevolando l’attività dei bracconieri, inficiando i risultati delle reintroduzioni di alcuni oranghi sequestrati a trafficanti.

Di sicuro l’area, che qualcuno vorrebbe ridurre in pasta di cellulosa, è indicata come essenziale per la strategia a lungo termine per la conservazione della tigre. 30 felini, più 150 elefanti e circa 130 oranghi abitano un luogo che secondo alcuni analisti sarebbe già stato gravemente compromesso dalle licenze.

Secondo il WWF la foresta di Bukit Tigapuluh è un elemento fondamentale per lo stesso accordo sul clima concluso dallo stesso governo indonesiano. Anche per questo – ha dichiarato Aditya Bayunanda del WWF indonesiano – è indispensabile che si provveda al blocco del rilascio delle licenze di riconversione delle foresta di Sumatra. Asia Pulp & Paper/Sinar Mas Group, questo il nome della multinazionale, è famosa per i suoi proclami ecologici.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).