GEAPRESS – E’ la medicina tradizionale orientale, il mandante dello sterminio degli ultimi rinoceronti del pianeta. Nonostante la polvere di rinoceronte sia stata estromessa dalla stessa farmacopea ufficiale cinese, il corno di rinoceronte continua ad essere richiesto sfruttando ed alimentando compiacenze sia dei paesi importatori che esportatori. Tra i primi sicuramente il Vietnam. Per il WWF, infatti, non è un caso che ad essere estinto sia stato proprio il rinoceronte di Giava che costituiva una popolazione unica in Vietnam (vedi articolo GeaPress).

Vietnamiti sono anche i trafficanti che stanno grandemente incidendo nell’abnorme numero di rinoceronti già uccisi quest’anno nel Sudafrica. 341 contro i 333 (annata già da record) dell’anno scorso. Da quando, poi, il Sudafrica ha messo in campo l’esercito, specie nel Kruger Park ed in generale al confine con il Mozambico, gli stessi mandanti stanno spostando la loro attenzione verso altri paesi dai controlli più deboli.

Le lacune legislative, per non parlare di vere e proprie connivenze, si hanno però anche nello stesso Sudafrica. Al centro della falla che rischia di portare a veloce estinzione il rinoceronte, ci sono i permessi di caccia forniti ad alcune ditte di safari operanti in tutto il mondo (Italia compresa). I certificati, infatti, come denunciato dagli stessi uffici della Convenzione di Washington che pur continua ad autorizzare il commercio dei trofei, sono facilmente falsificabili. In pratica è il commercio legale dei cacciatori che fa da copertura a quello illegale.

Il tutto, per la polverina di rinoceronte, ormai più costosa della stessa cocaina (fino a 66 dollari al grammo per quello asiatico), spacciata come valida per la lotta al cancro. Eppure il corno di rinoceronte è fatto solo di cheratina. E’ la stessa proteina che costituisce i nostri capelli come le nostre unghia. E’ un composto organico molto diffuso nel mondo animale che, però, se proveniente dal corno di rinoceronte, acquisisce prezzi stratosferici.

Secondo il WWF nell’intero Sudafrica rimangono ormai solo 1916 rinoceronti neri. In tutta l’Africa, invece, appena 2.700. Negli anni settanta erano 65.000! Più di un quarto di quella che meno di due anni addietro era la popolazione sudafricana, è stata abbattuta.

Il rinoceronte bianco, invece, si divide in due popolazioni. Quella meridionale presente con circa 20.000 individui in tutto il suo areale e quella settentrionale. Di questa rimangono, oggi, poche decine di individui. Le specie asiatiche sono invece tre. Quella più diffusa comprende appena 2000 individui. Segue, poi, il rinoceronte di Sumatra con meno di duecento e quello di Giava con appena 50. La popolazione vietnamita di quest’ultimo rinoceronte è estinta. L’ultimo ha vagato per anni nella foresta, prima di essere finito con un colpo di pistola ed il corno segato.

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