GEAPRESS – La continua richiesta di polvere di corno di rinoceronte, specie in Vietnam e Cina, sta facendo lievitare i prezzi fino a 50.000 dollari al chilo. Più o meno quanto quello della cocaina venduta nelle strade inglesi. Questo secondo l’Associazione Wild International la quale denuncia come la polvere di corno, chimicamente del tutto simile ad un capello come ad un unghia, viene usata con la pretesa di curare febbri, gotta, reumatismi e mal di testa. C’è pure chi l’utilizza contro il cancro ed incredibilmente viene lasciato fare.

In Sudafrica (vedi articolo GeaPress) nello scorso anno sono stati uccisi ben 333 rinoceronti. Un aumento preoccupante rispetto agli altri anni che rispetta però il trend positivo scaturito dalla decisione di riaprire la caccia legale. Questa, infatti, consente di immettere nel mercato dei corni accompagnati da documentazione di viaggio facilmente falsificabile. Di fatto è proprio l’avorio legale a fare da copertura a quello dei bracconieri.

In più occasioni parti di corni sono stati rinvenuti nel corso di sequestri operati in aeroporti africani. Erano pronti ad essere imbarcati in voli con destinazione sud est asiatico. Il caso più emblematico è capitato lo scorso 31 gennaio vicino Musina, in Sudafrica. Due cacciatori vietnamiti, autorizzati alla caccia del rinoceronte, sono stati scoperti mentre tentavano di esportare i (vietati) corni. I trafficanti utilizzano mezzi molto potenti come elicotteri, visori notturni, fucili molto costosi e farmaci veterinari. In almeno un caso (vedi articolo GeaPress, 29 settembre 2010) si è scoperto il coinvolgimento di studi veterinari sudafricani i quali erano funzionali ad una organizzazione di trafficanti con solide basi in altri paesi africani, in America ed Europa. Gestiscono agenzie di caccia specializzate, per ricchi occidentali (italiani compresi).

Una sorte non dissimile tocca anche al più raro rinoceronte indiano. In questo caso ad essere utilizzato come via di transito per il più vicino sud est asiatico è il poco controllato confine birmano. Agli inizi di gennaio fece molto scalpore il caso di un piccolo rinoceronte indiano rimasto a vegliare il corpo della madre privato dai trafficanti del suo corno (vedi articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).