GEAPRESS – Mentre vicino Napoli si provvedeva a sequestrare addirittura tre Boa constrictor in compagnia di un fucile mitragliatore da guerra, varie pistole, altre armi, munizioni ed addirittura un machete, un ignaro cittadino di Crescentino (VC) aprendo il cofano della macchina vi trovava un pitone raggomitolato. Più o meno contemporaneamente la Polizia Provinciale di Milano, nel corso di un maxi sequestro di animali esotici, trovava pure tre denunce di fuga di altrettanti pitoni. Tutti fatti ovviamente non collegabili.

Nel primo caso si trattava di un cittadino di Afragola (NA) appassionato di pitoni ed armi non denunciate. A Crescentino, invece, si ritrovava un pitone fuggito una settimana addietro, come il Boa di Alessandria (vedi articolo GeaPress) ed a Milano si trattava di un venditore di animali la cui attività è stata bloccata dal sequestro giudiziario a seguito della contestazione delle condizioni di detenzione degli animali.

Tutte situazioni che dimostrano la pericolosità del continuato permissivismo con il quale vengono venduti animali appartenenti a specie che sarebbe bene vedere solo negli ambienti naturali. Molti di questi animali, inoltre, sono pericolosi nonostante in Italia ne sia consentita la libera vendita (vedi intervista GeaPress).

Un esempio per tutti proprio i pitoni. Possono raggiungere dimensioni ragguardevoli, stringendo un uomo in una spira che può risultare mortale.

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