GEAPRESS – Forse più fascinosamente conosciuta come tigre dell’Amur. In realtà si tratta delle tigre siberiana, sottospecie di tigre così come lo sono tutte le tigri del mondo. Varie sottospecie ma un’unica specie. Poi ci sono zoo e circhi che si sono inventati la tigre bianca, in realtà fenomeno da baraccone che riproduce la falsità di un messaggio quale quello di una “specie” rara e minacciata di estinzione. A scanso di equivoci trattasi di una tigre del Bengala.

Mentre la cattività animale si inventa fantocci per riempire i botteghini, nella realtà quotidiana le tigri che vivono in natura scompaiono. Ne sono rimaste poche migliaia e quella siberiana è tra le più rare. Vive nell’estremità sud orientale della Russia, ove si conserva la popolazione più consistente. Circa 500 individui per i quali è prevista la probabile naturale espansione verso la Cina. Sconosciuta la popolazione nord coreana a causa di una lieve (… per modo di dire) blindatura del regime, mentre molto frammentaria è la distribuzione di quella cinese. Pochi animali e non solo a causa delle ossa ed altre parti anatomiche notoriamente utilizzate nella medicina tradizionale. La degradazione dell’habitat ne mette a serio rischio la sua sopravvivenza.

In Russia, grazie anche agli sforzi del WWF che nel 2001 ha lanciato la campagna “Zero Tiger”, la tigre ha dato segni di ripresa. Bracconieri permettendo. Di pochi giorni la notizia dell’arresto di un trafficante cinese a Primorskij. Sempre nel mese di aprile un uomo di affari era stato bloccato nella città portuale di Nakhodka con vari pezzi di animali, tra cui un orso e due pellicce di tigre.

L’ultimo trafficante, invece, è stato trovato in possesso di parti di zampe di tigre (vedi foto WWF Russia) nascoste in un sacchetto. Appartengono a due diversi animali. Dove sono le restanti parti? Di certo, nelle ultime settimane, le autorità di polizia hanno posto sotto sequestro i resti di ben quattro animali.

Il trafficante rischia ora una multa equivalente a 17.000 dollari che, da quelle parti, rappresentano una cifra ancor più considerevole.

La Cina, principale importatrice di parti di tigre, è arrivata a costruire veri e propri allevamenti finalizzati alla macellazione. Purtroppo, in quel paese, sono state inviate tigri provenienti da alcuni zoo italiani, veneti e pugliesi in particolare. Che fine hanno fatto queste tigri? Era proprio necessario inviarle in un paese dove vengono macellate?

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