GEAPRESS – Nuovo sequestro di Pangolini in Indonesia. La carne dissodata era sistemata all’interno di scatole che riportavano la dicitura di pesce fresco. Il controllo non è sfuggito ai doganieri dell’aeroporto di Jakarta che hanno così bloccato la spediazione, verso Singapore, di oltre 1700 chilogrammi di carne e quasi 400 chilogrammi di scaglie.

I Pangolini, infatti, sono ricoperti di squame di cheratina, una proteina molto comune nel mondo animale e che serve a costituire, tra l’altro, anche unghia e peli. Essendo del tutto simile al corno di rinoceronte, putroppo utilizzato come ricostituente nella medicina tradizionale orientale, anche le scaglie di pangolino servono pratiche terapeutiche di nullo valore scientifico.

Un vero e proprio disastro, quello che si sta consumando nel sud est asiatico, nonostante gli uffici della Convenzione di Washington, sul commercio di specie in via di estinzione, abbiano azzerato le quote di esportazione delle quattro specie asiatiche di Pangolino (oltre quattro vivono nell’Africa subsahariana). Per alcune specie asiatiche i ricercatori dell’IUCN (International Union for Conservation of Nature) hanno riscontrato, in appena 15 anni, il calo del 50% delle popolazioni selvatiche.

I pangolini sono piccoli mammiferi che si nutrono di formiche e termini. Essendo privi di denti, triturano il cibo in uno stomaco che per certi versi ricorda il ventriglio degli uccelli. Usano, tra l’altro, come alcune specie di uccelli, piccoli sassolini che una volta ingoiati aiutano lo spezzettamento del cibo.

Il trasportatore fermato a Jakarta, rischia fino a cinque anni di carcere. 

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