GEAPRESS – Riunione ad alto livello, a Pechino, per contrastare il traffico di specie protette che ha, tra i suoi destinatari, la medicina tradizionale orientale e talune abitudini alimentari. Di fatto a Pechino si è creata una sorta di super Agenzia che risponde all’impegnativo titolo di  China’s National Inter-Agencies CITES Enforcement Coordination Group (NICECG).

A farne parte numerosi rappresentanti di agenzie governative e Ministeri. Tra questi ultimi, quello degli Esteri, della Pubblica sicurezza (ovvero dell’Interno) dell’Economia, del Turismo e dell’Ambiente. Tra le agenzie, quella delle Dogane e dell’ufficio nazionale che si occupa dell’applicazione della Convenzione di Washington sul commercio di flora e fauna minacciata di estinzione. Presenti, inoltre, i funzionari di più settori del sistema giudiziario cinese.

Secondo la Signora Yin Hong, Viceministro del Ministero della Polizia Forestale e dell’Ambiente, nonché a capo del gruppo di lavoro per la costituzione del NICECG, la domanda di animali e vegetali sia per la medicina tradizionale cinese che per l’alimentazione, rappresenta un serio incentivo del commercio illegale e lo sfruttamento della fauna selvatica.

Scopo del NICECG sarà, pertanto, quello di scambiare e condividere informazioni al fine di individuare, fin dal prossimo anno, una strategia comune per l’effettiva applicazione degli obblighi derivanti dall’applicazione della Convenzione di Washington  (CITES). Notoriamente la Cina è un terminale di numerosi traffici come, ad esempio, quello delle ossa di tigre e dei corni di rinoceronte. Rimane tutt’ora il principale mercato con solide ramificazioni che vedono coinvolti trafficanti vietnamiti e sudafricani.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati