GEAPRESS – In Cina c’è chi considera come un rubinetto aperto, la bile da estrarre agli orsi. Anzi, il tutto è semplice come l’apertura di un rubinetto. Così si sarebbe espresso Fang Shuting portavoce dell’Associazione Cinese di Medicina Tradizionale. Lo stesso ha altresì chiesto di essere informato nel caso si venisse a sapere di condizioni irrispettose riservate agli orsi.

Di fatto una presa in giro che ha lasciato di stucco gli invitati alla conferenza stampa indetta ieri a Pechino (le dichiarazioni di Fang Shuting sono di qualche giorno prima) da Animals Asia. 14.000 orsi della luna, imprigionati e torturati fino a trenta anni di fila, con un catetere infilzato nell’addome. Con la bile prodotta dalla cistifellea viene preparato un medicinale del tutto identico al prodotto di sintesi che ormai da anni lo ha di fatto sostituito.

La drammatica attualità degli allevamenti degli orsi della luna è stata mostrata grazie alle tremende immagini catturate con l’ausilio di telecamere nascoste. Tre documentaristi indipendenti, Elsa Xiong, Tu Qiao e Chen Yuanzhong, hanno presentato il frutto del loro lavoro proprio nel corso della conferenza stampa di ieri. Quattro anni di indagini e poi il documento video, realizzato tra il 2009 ed il 2010. Il documento mostra gli orsi forzati a indossare il cosiddetto metal jacket, una pesante pettorina d’acciaio fissata al corpo degli animali e che, con l’ausilio di un catetere in lattice conficcato nella cistifellea, consente l’estrazione della bile. Nel filmato gli allevatori vengono ripresi mentre scaldano la bile in contenitori sporchi, frantumano i grumi di bile secca e incapsulano manualmente la polvere.

Le fattorie della bile – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa Elsa Xiong – sono chiuse al pubblico, abbiamo quindi dovuto superare difficoltà inimmaginabili e correre numerosi rischi. Questi allevamenti sono estremamente crudeli. Ma la cosa più scioccante è che le fattorie della bile, e l’industria connessa, consentono di immettere legalmente nel mercato prodotti contaminati e pericolosi per la salute pubblica”.

Eppure, in Cina, si è potuto notare come, negli ultimi tempi, è avvenuta la crescita di un notevole movimento di opinione contro tali allevamenti.

Le fattorie della bile – ha dichiarato Jill Robinson, Responsabile di di Animals Asia – chiuderanno solo se il cambiamento sarà d’ispirazione cinese, e non a causa delle pressioni internazionali. Infatti, le sollecitazioni provenienti dall’estero potrebbero in casi estremi diventare controproducenti e prolungare la sofferenza degli orsi“.

Già una grossa compagnia cinese, specializzata nei prodotti farmaceutici derivati dalla bile di orso, è stata contrastata proprio dalla popolazione locale.

Gli orsi, una volta che Animals Asia Foundation riesce ad adottarli, si presentano in condizioni pietose. Su 165 orsi, ben 163 (99%) hanno la cistifellea danneggiata irreparabilmente, 109 (66%) presentano polipi allo stesso organo. In 56, ovvero nel 34% dei casi, hanno ernie addominali, mentre 46 (28%) presentano ascessi interni. Calcoli biliari in 36 animali (22%) e 7 con la peritonite. In molti casi, poi, patologie multiple. Tutti i 165 animali sono stati accolti e curati da Animals Asia e si trovano attualmente liberati nella sua riserva naturale vicino a Chengdu.

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