GEAPRESS – Potrebbe esserci qualcosa di più torbido dietro il sequestro di avorio e monete antiche a casa del professionista di Paternò, comunicato solo oggi dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Paternò (CT). Il sequestro, avvenuto in realtà almeno una settimana addietro, potrebbe trarre origine da una soffiata arrivata da un noto tombarolo ben conosciuto nell’ambiente ed a sua volta tradito probabilmente da altro tombarolo. Uno sgarro tra “colleghi”, insomma. Una catena del malaffare captata dalla Forze dell’Ordine che sono poi arrivate al geologo di Paternò che, assieme alla moglie, custodiva 13 monete antiche, una mini pistola e 41 oggetti in avorio, tra cui una zanna finemente lavorata ed altre grezze.

Un miscuglio molto pericoloso che,  probabilmente, potrebbe fare dormire sonni poco tranquilli ad altre persone.

Sempre secondo informazioni pervenute a GeaPress il professionista di Paternò avrebbe dichiarato che i reperti, probabilmente solo quelli in avorio, sarebbero antecedenti all’entrata in vigore delle legge che ne vieta la detenzione. Se tale tesi venisse confermata, potrebbe però riguardare solo una parte dei pezzi. Le zanne, ad esempio, erano sia grezze che lavorate. Per le prime è difficile credere che fossero da tempo detenute come oggetti ad uso personale, e ad ogni modo i Finanzieri non hanno trovato alcun elemento avvalorante l’ipotesi della difesa. Anzi, nessun elemento che potesse documentare la provenienza dei reperti. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).