GEAPRESS – E’ già diventata una specie di incubo per gli uomini del Corpo Forestale della Regione Siciliana. A distanza di quasi un mese la regina del regno di via Bronte, continua a beffare tutti. Appare di notte e la cercano di giorno, mettono il maialino vivo e la pantera si mangia i bocconcini per gatti.

La pantera di via Bronte rischia di diventare un fardello dal peso insostenibile per chi si ostina a cercarla senza aiuti validi. Ieri, nel corso della conferenza stampa è stato riferito che il Corpo Forestale, allertato da un loro dipendente, si è precipitato sul posto per guardare la pantera tranquillissima che per ben quattro minuti si è gongolata beata a non più sette metri dalla Forestale e se ne andata solo quando ha voluto lei. Se con i Forestali ci fosse stato un esperto della cattura di questi animali, probabilmente l’incubo pantera sarebbe finito per gli abitanti di via Bronte e non solo.

Stamani, infatti, un dipendente dell’Istituto Sperimentale Zootecnico di via Luparello, appena sopra il quartiere di Passo di Rigano, avrebbe dato l’allarme. La pantera, se confermata la segnalazione, sarebbe pertanto scesa dalla collina. Sarebbe la prima volta. La prima ipotesi è quella della presenza di acqua, nei pressi vi sono alcune vasche oltre che l’acqua inquinata del canale passo di rigano, ma anche gli animali dell’Istituto. Rimane da capire cosa farà la Forestale.

Una riflessione sulla affollata conferenza stampa di ieri però si impone, anche perchè di mezzo c’è una cosa che si chiama incolumità pubblica. La presenza della Polizia in disparte sull’uscio della porta e non coinvolta nella conferenza. I padroni di casa, ossia il Corpo Forestale della Regione Siciliana con l’intervistato dott. Chiarelli (nella foto), ed il Servizio Cites della stessa Regione, anche loro un pò in disparte.

Abbiamo così appreso tutti i “non risulta” del caso. Non risulta un esperto nazionale al quale ricorrerebbe spesso il Corpo Forestale dello Stato (vedi intervista esperto); non risulta la visita di due funzionari del Corpo Forestale dello Stato (a GeaPress risulta diversamente); si dovranno riunire ora per decidere cosa fare, il maialino, poi, non serviva a niente; non hanno fornito ieri ai giornalisti intervenuti la foto della pantera mentre, durante la conferenza stampa, la stessa foto appariva sul sito de La Repubblica (ovviamente ai colleghi di Repubblica vanno i sinceri complimenti di questa Redazione). Gira voce che il Magistrato sia anche infastidito forse dagli insuccessi, come non capirlo. Con la Forestale accorsa a vedere ieri mattina la pantera, era presente un veterinario “quindi persona esperta” che però non è della Forestale, ma semplicemente uno che abita lì. In ultimo sempre ieri si è data conferma di una riunione prima convocata e poi disdetta, nei giorni scorsi, dalla Prefettura di Palermo. La faranno ora che la pantera è stata fotografata, quasi per caso e non dalla Forestale perchè a scattare la fotografia è stato si un loro dipendente, ma non una Guardia e solo perchè in quel posto ci abita e si è ritrovato la pantera beatamente sdraiata a pochi metri dalla recinzione dove custodisce due agnellini.

Chi risponderà dei danni eventualmente causati da un grande felino che una legge italiana, e non autonoma siciliana, ha definito “pericoloso per la salute e l’incolumità pubblica”? Chi risponderà dell’uccisione della pantera visto che tra gli abitanti è circolata la voce veleno-fucile? Chi se ne occuperà ora a tempo pieno con l’inaugurata stagione degli incendi (ieri, a conferenza in corso, bruciava la vegetazione delle scarpate del fiume Oreto nei pressi della circonvallazione)? Forse da Roma, visto che si tratta anche di incolumità pubblica, dovrebbe intervenire qualcuno: il Ministro dell’Interno.

Attendiamo la prossima puntata.

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