GEAPRESS – Riceviamo ed integralmente pubblichiamo un duro comunicato di Legambiente Sicilia sul caso “pantera-palermo”. Dopo l’incredibile conferenza stampa del 15 luglio (vedi articolo GeaPress) dove la forestale siciliana, a quasi un mese di distanza, è riuscita solo a mostrare la foto (non fatta da loro) di una macchia nera, non vi è praticamente null’altro se non le segnalazioni di cittadini giustamente spaventati e l’enorme spiegamento di uomini e mezzi, impegnati in orari sbagliati e con tecniche inutili.

Ma cosa ha deciso la Forestale per catturare la MACCHIA NERA?

L’ultima inedita novità riguarderebbe il progetto che starebbe per diventare esecutivo tra lunedì e martedì notte. Secondo quanto appreso da GeaPress, la Forestale vorrebbe chiudere il cerchio attorno alla pantera. All’imbrunire, entro martedì, Polizia e Carabinieri circonderebbero la zona per impedire l’accesso ai giornalisti. Alcune squadre di forestali dovrebbero battere il soprastante bosco e spingere la MACCHIA NERA dentro la gabbia!!!

Pur con tutta la buona volontà nel voler dare un minimo di speranza al progetto anti-giornalisti, l’ostinazione da parte della Forestale Regionale nel non voler chiamare il Corpo Forestale dello Stato e gli esperti di loro fiducia che già hanno operato con felini scappati dalla cattività, è non solo grave ma anche pericoloso. Di sicuro per la tranquillità delle persone.

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Comunicato Stampa LEGAMBIENTE, COMITATO REGIONALE SICILIANO, DIPARTIMENTO CONSERVAZIONE NATURA:

CACCIA ALLA PANTERA DI PALERMO.

LEGAMBIENTE: BASTA CON TANTA IMPROVVISAZIONE E SPRECO DI MEZZI E UOMINI.

VA TOLTO IL COORDINAMENTO ALL’ISPETTORATO FORESTALE DI PALERMO.

DESTINARE I FORESTALI ALLA LOTTA AGLI INCENDI.

VANNO COINVOLTI ESPERTI NAZIONALI.

LETTERA AL MINISTRO MARONI, AL PREFETTO, AL QUESTORE ED AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI PALERMO.

A quasi un mese dal suo inizio, la tragicommedia della pantera che si aggirerebbe tra i rimboschimenti di Borgo Nuovo a Palermo non vede una fine.

Mentre finiscono bruciati i boschi della provincia di Palermo e della Sicilia devastate in queste ore dagli incendi.

Dinnanzi alla mancanza di esperienza specifica e di fronte ad uno spreco di uomini e mezzi del Corpo Forestale regionale che sarebbe più utile impiegare nella prevenzione e repressione degli incendi boschivi, per Legambiente è venuta l’ora che le Autorità competenti diano una svolta a tale vicenda cominciando a togliere il coordinamento delle azioni di ricerca all’Ispettorato Forestale di Palermo.

Il Corpo Forestale Siciliano non venga distolto dalla lotta agli incendi, dove possiede competenza ed esperienza – dichiara Angelo Dimarca, Responsabile Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – E’ inaccettabile, per rispetto della credibilità delle Istituzioni coinvolte, continuare ad assistere a quanto accaduto in queste settimane”.

Legambiente ha inviato una nota al Ministro dell’Interno Maroni, al Prefetto di Palermo, al Procuratore della Repubblica di Palermo, al Questore di Palermo ed al Comandante dei Nuclei Investigativi del Corpo Forestale dello Stato chiedendo azioni e provvedimenti adeguati alla situazione determinatasi al contempo grave e ridicola:

  • se si dovesse trattare davvero di un leopardo (vengono infatti chiamate volgarmente pantere i leopardi neri) i rischi per la pubblica incolumità sono davvero seri. Ed il tempo trascorso inutilmente costituisce grave responsabilità per i titolari delle azioni di ricerca e cattura;
  • se di dovesse trattare di un grosso gatto ogni commento sarebbe superfluo ma conseguentemente seri dovrebbero essere i provvedimenti a carico di chi ha gestito sul campo tutto quanto accaduto.

“ Una cosa è certa – dichiara Angelo Dimarca di Legambiente – si è creato un gigantesco circo mediatico che dovrebbe indurre non a nuove e romboanti iniziative ma forse alle dimissioni dal compito affidato chi ha avuto la responsabilità di girare a vuoto. O semplicemente con più umiltà almeno ad avvalersi di veri esperti nel settore con comprovata esperienza sul campo.

Abbiamo assistito a ricerche in pieno giorno quando notoriamente i leopardi si muovono all’imbrunire. E certamente alla periferia di Palermo non c’è una foresta impenetrabile.

Se si dovesse trattare di un gatto, grande per quanto possibile, certamente alla vista di un maiale se la sarà data alle gambe e forse si sarebbero dovuti monitorare i cassonetti dell’immondizia”.

Dopo un mese non si riesce a sapere se a Borgo Nuovo qualcuno abbia posseduto animali simili:

Legambiente chiede a gran voce che si coinvolgano esclusivamente Carabinieri e Polizia che conoscono uomini e cose in città, mentre i Forestali vengano destinati a dare la caccia agli incendiari dei nostri boschi, pericolosi quanto se non più della pantera.

Poiché è indubbio che questo fantomatico felino che si aggira tra i rimboschimenti di Borgo Nuovo va catturato vivo (lo ribadiamo VIVO), ci domandiamo: con quali mezzi specifici e contando su quale esperienza concreta e di quali uomini o reparti?

In Italia esistono alcuni casi di cattura di animali simili operati su iniziativa del Corpo Forestale dello Stato: dispongano urgentemente le Autorità Superiori l’invio di quei Nuclei del Corpo Forestale dello Stato e dei loro specialisti che hanno maturato tale esperienza sul campo e si metta subito fine a tutto ciò.

Lo Stato e tutte le sue articolazioni hanno una credibilità che va difesa e che non può essere messa in discussione dall’improvvisazione.

O per toccare il fondo e prendere i conseguenti provvedimenti si aspetta una soluzione fai da te, sempre possibile in questa nostra terra, con bocconi avvelenati o con la fucilata di qualche più esperto bracconiere?

Palermo, 18 luglio 2010