GEAPRESS – Non possono ancora dirlo ufficialmente, ma sul fatto che di pantera si tratta sembrano esservi pochi dubbi. Questo lo stato d’animo del Corpo Forestale dello Stato, che sta cercando di catturare la presunta pantera che da alcuni giorni si avvista nei boschi di Prata, a nove chilometri circa da Massa Marittima (GR), nelle colline metallifere.

L’animale è stato fotografato ieri mattina, con un cellulare, da due Forestali del Comando Stazione di Massa Marittima. Il grosso felino era disteso su un prato e si è fatto tranquillamente fotografe. Poi si è seduto ed ha iniziato a guardare i Foresali finchè si è deciso a girare la spalle e tornarsene tranquillamente nei boschi.

Non ci risultano denunce di smarrimento né da parte di circhi equestri né tanto meno da altri soggetti autorizzati alla detenzione – ha dichiarato a GeaPress Alessandro Baglioni, Comandante Provinciale el Corpo Forestale dello Stato di Grosseto – ma teniamo in considerazione tutte le ipotesi. Quello che è certo – ha aggiunto il Comandante Baglioni – è che si tratta di un animale di lunghezza compresa tra il metro ed il metro e dieci, esclusa la coda“.

Intanto sul posto sono arrivati anche i Forestali del Servizio Cites nazionale che assieme ai colleghi di Massa Marittima, stanno perlustrando i luoghi assieme ad dott. Aloisi, Medico Veterinario del Centro di Recupero di Semproniano (Gr), gestito dal WWF. Sono stete anche posizionate delle gabbie per tentarne la cattura.

Nei boschi di Prata sono stati ritrovati un paio di escrementi definiti “anomali” e che, in queste ore, sono oggetto di studio per potere nel caso supporre un collegamento con la presenza della pantera.

Si tratta di un’area molto ristretta – ha dichiarato a GeaPress Marco Fiori, Responsabile della Sezione Investigativa Cites del Corpo Forestale dello Stato – fatto questo che potrebbe ulteriormente avvalorare l’ipotesi della pantera. Stiamo facendo tutte le verifiche anche se l’animale è stato visto da due colleghi. E’ giusto così” precisa Marco Fiori.

Secondo il Responsabile della Sezione Investigativa, potrebbe trattarsi di un individuo giovane e sicuramente abituato a mangiare in gabbia. In altri termini, niente allarmismi, perchè la pantera (anche per il cibo ….) ha ben altro per la testa. Un’ordinanza sindacale ha disposto, in via precauzionale, il divieto ad inoltrasi nei luoghi.

La pantera, in realtà una forma melanica del leopardo, è comunque un animale dalle abitudini squisitamente notturne. Di giorno se ne sta appollaiata sugli alberi, fatto che complica le ricerche. Potrebbe starsene in terra, però, se trattasi di un animale deungulato. Fatto, questo, che le impedirebbe di arrampicarsi nei tronchi. Se si dovesse incontrare, bisogna restare calmi e chiamare prima possibile il numero delle emergenze del Corpo Forestale 1515. La panterà, però, avrà più pensieri dell’uomo. Sentendensosi spaesata, tenterà di inoltrarsi nella vegetazione. Stante l’incontro a dir poco pacifico avuto con i due Forestali, non c’è proprio bisogno di inventarsi una caccia alle … streghe.

Neri e dai grandi occhi gialli, i leopardi melanici costituiscono ancora un simbolo di potere da mostrare ad una cerchia ristretta di fidati amici. Questo perchè, ormai dal 1997, i privati detentori sono interdetti da queste “passioni”. In deroga agiscono i circhi e gli zoo autorizzati che in questi anni, però, si sono resi responsabili di alcune fughe, specie nei circhi, finanche di grossi felini. L’ultimo evento è stato il piccolo canguro Wallaby scappato dal Circo Togni a Rio Saliceto (RE) (vedi articolo GeaPress). Anche lui, per legge, è pericoloso.

L’ultima pantera in fuga fu invece quella, famosissima, di Palermo, avvistata nell’estate scorsa. Le ultime osservazioni risalgono a fine luglio 2010. Da indiscrezioni girate in ambienti inquirenti, si ipotizzò che potesse appartenere ad un noto mafioso di Passo di Rigano. Della pantera (e della presunta casa dove era detenuta) si persero poi le tracce. 

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