GEAPRESS – Era un Boa constrictor di ben due metri, il “pitone” trovato in una zona alberata attigua al campo podisti del Parco della Favorita, a Palermo (vedi articolo GeaPress). Sul luogo era intervenuta un’aliquota del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri. L’esatta determinazione è avvenuta dopo l’arrivo del Servizio Cites del Corpo Forestale della Regione siciliana (Unità operativa 38 – controlli) che ha provveduto al recupero del grosso animale. Perfettamente attivo ed in buona salute, secondo una prima diagnosi eseguita sul luogo. L’animale, una volta recuperato, è stato trasferito presso gli uffici del Servizio Cites, dove si provvederà alle procedure di rito ed alla possibile denuncia di abbandono contro ignoti. Un Boa constrictor di quelle dimensioni è un animale già in grado di arrecare seri danni all’uomo.

In un’intervista concessa a GeaPress dal prov. Vincenzo Ferri, erpetologo di fama internazionale (vedi articolo GeaPress) venne sottolineata la potenziale pericolosità di un animale che può stringersi con le sue spire attorno al collo di un uomo, attratto dal semplice calore del corpo. I rettili, infatti, sono animali a sangue freddo e per scaldarsi necessitano di una fonte di calore esterna. Incredibilmente, però, un tale animale non è considerato dalla legge pericoloso per l’incolumità delle persone, e fatte salve le disposizioni relative al traffico di specie protette, la vendita nei negozi di animali ha meno restrizioni di un pacchetto di sigarette. Nessun obbligo per chi l’acquista.

Considerate le temperature ancora elevate della città di Palermo, è probabile che il grosso animale possa essere stato liberato già alcuni giorni addietro, ed abbia vagato passando di albero in albero, come in effetti è nella sua natura. Il Parco della Favorita, vero e proprio polmone verde della città di Palermo, è purtroppo un luogo spesso prescelto per l’abbandono degli animali. Si tratta, in genere, di cani, ma la moda degli esotici, evidentemente, costringe ad un’adeguamento dei tempi. Piccolo particolare. Proprio alle pendici di Monte Pellegrino, alle cui falde si trova il Parco della Favorita, venne ritrovato, nel lontano 1832, l’unico camaleonte di Sicilia. Evidentemente una vocazione dei luoghi. 

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