GEAPRESS – Oltre un milione di persone evacuate e 18 morti. Eppure c’è chi approfitta delle catastrofiche inondazioni in corso nella Stato indiano dell’Assam per dare la caccia ai rinoceronti. Nel Parco Nazionale Kaziranga, buona parte della superficie è allagata. I rinoceronti, ma anche un po’ tutta la fauna selvatica, cerca così di rifugiarsi nelle poche aree scampate all’inondazione. Mentre tutto attorno regna morte e disperazione, i bracconieri, invece, ne approfittano.

Due animali, sospetta il personale di sorveglianza del Parco. Uno è stato ritrovato. E’ ancora in vita e senza corno. I bracconieri sapevano benissimo che l’animale era in vita, commentano dal Parco Nazionale. Verosimilmente hanno risparmiato sulle pallottole. L’animale non era infatti più in grado di camminare, trafitto dalle pallottole. Poteva così star fermo quanto bastava al bracconiere per azionare la motosega.

L’episodio, nonostante la sciagura piovuta nei luoghi, ha molto indignato l’opinione pubblica indiana che ha chiesto l’inasprimento delle pene che in India contemplano già la galera.

Il bracconiere è in genere un abitante dei luoghi contattato da organizzazioni criminali per le quali, in più occasioni, si è avuto modo di riscontrare l’eguale interesse nel traffico di droga. Sono questi ultimi ad essere in contatto con i clienti, in genere acquirenti cinesi ma anche medio orientali.

Proprio di recente, presso le Nazioni Unite, si era parlato del grave problema che rappresenta il traffico illegale di fauna selvatica, anche sotto il profilo della sicurezza mondiale (vedi articolo GeaPress). Ad essere concordi nell’individuare una strategia comune, anche i rappresentanti dei cinque Stati membri del Comitato di Sicurezza. Regno Unito, Stati Uniti, Russia, Francia e Cina. Quest’ultima, però, continua a rappresentare il miglior mercato non solo di corni di rinoceronte, ma anche di avorio ed altre parti di animali selvatici tra i quali la tigre.

Solo negli ultimi mesi, ben nove rinoceronti sono stati uccisi nel Parco Nazionale del Kaziranga. Il Ministro dell’Ambiente indiano Jayanti Natarajan, ha ordinato all’Ufficio federale di Controllo dei crimini contro la natura, un’indagine accurata. Il Ministro ha dichiarato di volere assicurare in tempi brevi, questi criminali alla giustizia.

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