GEAPRESS – In Italia se ne è avuto appena un cenno con un sequestro operato dalla Guardia di Finanza nel porto di Salerno. Undici chilogrammi di carne, mal conservata, sequestrata a due cittadini tunisini. L’operazione era stata condotta congiuntamente all’Agenzia delle Dogane e al Nucleo Operativo Cites del Corpo Forestale dello Stato.

In pochi se ne sono accorti ma questo intervento era relativo alla operazione GAPIN (Great Apes and Integrity), voluta dall’Organizzazione Mondiale delle Dogane e finanziata, in parte, dal governo svedese. In tutto, ad essere coinvolti, quattordici paesi africani e venticinque tra asiatici ed europei, ovvero i paesi importatori. Tra questi Regno Unito, Repubblica Ceca, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Romania e Spagna.

In totale, in due settimane a cavallo tra gennaio e febbraio, sono stati sequestrati ventidue tonnellate di “merce” contrabbandata e 13.000 “pezzi” di fauna selvatica. Trentuno le specie di animali conteggiate, tra cui tre scimmie Macaca sylvana (una viva e due morte) 205 pezzi di avorio lavorato e ben 57 kg di avorio grezzo. Poi quattro corni di rinoceronte, 4276 chilogrammi di carne di pangolino, 323 cavallucci marini, la pelle di un leopardo, 5.300 chilogrammi di pinne di squalo, 12.056 conchiglie, 11.250 cetrioli di mare ed una tonnellata di … intestini di anguille!

L’organizzazione Mondiale delle Dogane ha dichiarato che continuerà gli interventi in favore della protezione della fauna e della flora in via di estinzione puntando, oltre che sulla professionalità del personale, anche sulla collaborazione di partner internazionali, nazionali e regionali. Chissà come dovevano essere cucinati gli intestini d’anguilla …
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