GEAPRESS – Continua la perquisizione domiciliare, in una città dell’Emilia Romagna, della coppia di commercianti fermata ieri sera dai militari della Stazione dei Carabinieri di Golfo Aranci e della Sezione Radiomobile, perchè trovata in possesso di ottanta testuggini appartenenti a specie protetta. Presso il loro domicilio emiliano, attualmente sottoposto a perquisizione domiciliare, sono state rinvenute, circa un’ora addietro, altre settanta tartarughe suddivise in due diversi gruppi.

I due commercianti, di anni 49 lui e di anni 43 lei, sono commercianti abbastanza noti e, almeno ufficialmente, non di animali. All’inizio, quando fermati all’imbarco per Livorno, hanno dichiarato di non sapere che trattavasi di specie protette e di essere semplici appassionati. Poi, però, considerata l’enormità della scoperta, la scusa non ha retto. In tutto, fino ora, sono state sequestrate (tra Sardegna ed Emilia) ben 150 tartarughe.

Gli animali rinvenuti ieri sera all’imbarco di Golfo Aranci (7 Testudo hermanii, 23 Testudo marginata, 50 Emys orbicularis) erano stipati all’interno di casse improvvisate, a sua volte chiuse, tra borse e valigie, all’interno del bagagliaio. I Carabinieri hanno però avvertito dei flebili rumori, ed hanno così ispezionato il contenuto.

Le condizioni nelle quali sono state ritrovate le povere tartarughe, erano pessime. Alcune di esse erano a loro volta infilate all’interno di sacchi ed in alcuni casi pure bloccate, per le zampe, con del nastro adesivo. Poi un particolare raccapricciante. Una tartaruga aveva iniziato a deporre le uova, all’interno del sacco!

Anch’esse, le uova, rubate alla natura sarda, come già successo, nel giugno 2010, nel corso di un’altra grande operazione di sequestro coordinata dalla Procura della Repubblica di Olbia – Tempio Pausania e che vide poi coinvolte numerose città italiane. Centinaia di tartarughe in partenza dalla Sardegna, in un traffico probabilmente gestito da una organizzazione criminale diretta da palermitani (vedi articolo GeaPress). Per loro il destino erano i terraristi italiani, dove, del resto, in numerose città furono sequestrati altri 150 animali, ma anche il brodo di tartaruga giapponese (vedi articolo GeaPress). Tra gli incredibili sviluppi che ne conseguirono, anche quello di un appassionato, scovato in Toscana, al quale si rinvenne pure un arsenale clandestino (vedi articolo GeaPress).

L’operazione di ieri, denominata dai Carabinieri di Olbia operazione “Ninja Turtles”, continua pertanto in Emilia Romagna. Le tartarughe sequestrate in Sardegna, e subito affidate dai Carabinie alle cure di Medici Veterinari, ritorneranno invece nella natura dalla quale erano stato rubate. 

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