GEAPRESS – Deteneva in casa venti grandi pitoni, alcuni dei quali lunghi oltre quattro metri. Stavano tutti dentro scatole di plastica, ma con la buona stagione li sistemava nel suo giardino in piena Cleveland, in Ohio. In tal maniera i suo vicini avevano iniziati a notarli. Anzi fino a due anni addietro faceva di tanto in tanto capolino, un alligatore, nel frattempo chissà dove finito. C’era finanche chi aveva perso il sonno ed una coppia di coniugi dormiva a turno ormai presa dal panico per i lunghi e, a loro dire, poco raccomandabili vicini. Gli animali sono stati tutti sequestrati perché detenuti in forma illegale. In Ohio le specie definite pericolose possono essere detenute solo con uno speciale permesso, a quanto pare non posseduto dal terrarista.

Rimane da capire, però, perché i giornali americani abbiano dato tanto risalto alla vicenda. La detenzione di animali esotici anche potenzialmente pericolosi, come ad esempio il Pitone moluro, è cosa molta diffusa, ad esempio, nel nostro paese. A poco valgono gli appelli alla prudenza, evidentemente ritenuti poco importanti già alla fonte. Del resto, una recente indagine di Confesercenti (vedi articolo GeaPress) ha rilevato che proprio per i piccoli animali (come molti dei rettili venduti) il negoziante, sebbene ancora preferito rispetto all’allevatore e al privato, viene ritenuto poco attendibile per i consigli. Nel nostro paese una lista di specie ritenuta pericolosa (ad esempio tutti i serpenti velenosi) è esclusa dal possesso dei privati detentori, ma non di circhi, zoo e mostre faunistiche viaggianti.

I rettili che, ad esempio, sono andati a fuoco agli inizi di gennaio a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, erano di fatto detenuti per una mostra faunistica itinerante, sebbene sistemata in un camion lasciato incustodito. In linea teorica tale detenzione è autorizzabile alla esposizione di vipere e serpenti a sonagli, rientrando, grazie ad una semplice comunicazione prefettizia, tra le categorie in deroga al divieto. Tutte le altre specie di rettili, invece, sono liberamente vendibili salvo eventuali restrizioni relative alla Convenzione di Washington sul commercio di specie rare.

Giova ricordare che tale Convenzione non è nata per proteggere gli animali, bensì il commercio, ammissibile in funzione della più o meno abbondanza delle popolazioni animali in natura. In pratica prima si devono portare sull’orlo dell’estinzione e poi si difendono. Recenti interventi dei corpi di Polizia di più paesi, hanno tra l’altro messo in luce (vedi articolo GeaPress) come molti allevamenti nati con lo scopo di riprodurre in cattività la fauna, sono in realtà riciclatori di animali prelevati in natura. L’allevamento in cattività costa, infatti, molto di più rispetto alle catture.

Infine i detentori. Può così capitare che in un garage sotto casa, che magari va a fuoco per un corto circuito all’impianto di riscaldamento dei rettili, siano detenuti decine di animali, come scoperto recentemente a Palermo (vedi articolo, foto e video GeaPress). E dire che alcuni di questi animali di libera vendita, come il Boa constrictor e soprattutto il Pitone moluro, pur non essendo considerati dalla legge pericolosi presentano, a detta degli esperti, seri rischi per l’incolumità pubblica (vedi articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).