scimpanzè
GEAPRESS – Salvato grazie all’intervento della polizia del Camerun e degli operatori di LAGA (Last Great Ape Organization), una ONG specializzata nella repressione dei traffici di fauna selvatica.

Il sequestro del piccolo di scimpanzé mette ancora una volta in evidenza il traffico dei primati che continua a rifornire un ricco mercato clandestino presente in più parti del mondo. Secondo i protezionisti, però, non tutti i piccoli sono preda diretta dei trafficanti. Molti, infatti, sarebbero le vittime del cosiddetto bushmeat, ossia la carne da animali selvatici ed in genere affumicata che si vende nei mercati locali per l’alimentazione umana. Si tratta di un problema molto complesso e difficile da eradicare.

Nella società degli Scimpanzé, l’interno branco ed in modo particolare la madre, impedirebbero fino alla morte la sottrazione di un piccolo. Quando la scopo del bracconiere è proprio il cucciolo, bisogna ricorrere all’uccisione dell’intero branco. Questa, ad esempio, la storia di una parte dei settantadue Scimpanzé ospiti del Sanaga-Yong Chimpanzee Rescue Center, la speciale struttura di recupero situata nella bellissima foresta Mbargue. Il piccolo ora sequestrato finirà proprio in questo Santuario che conta strutture che si sviluppano su due chilometri quadrati di superficie. Il piccolo dovrà essere curato dal trauma dell’uccisione della madre sperando, pian piano, di poterlo inserire in un gruppo di consimili. Gli scimpanzé, infatti, sono tipicamente animali sociali.

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