ghepardo impagliato
GEAPRESS – Sono in media 50.000 le certificazioni annue rilasciate dal Servizio Cites nazionale del Corpo Forestale dello Stato e relative al commercio di specie, o loro parti, inserite nella Convenzione di Washington. Ogni autorizzazione, poi, può fare riferimento a numeri particolarmente elevati di animali come nel caso delle importazioni di piccole tartarughe o pelletteria.

Tra gli animali da controllare vi sono anche mammiferi, uccelli e rettili viventi riprodotti in cattività, zanne ed oggetti in avorio di elefante, articoli in pelle di rettile, confezioni realizzate con tessuti o pellicce pregiati, piante da collezione od ornamentali, legname proveniente dalle foreste tropicali.

Nel caso del Servizio CITES Territoriale di Milano, intervenuto unitamente ai Nuclei Operativi presso gli scali aeroportuali di Linate e di Malpensa e presso la dogana diPonte Chiasso, nei primi sei mesi dell’anno si sono registrati numerosi interventi proprio per la corretta applicazione della Convenzione di Washington.

Un forte incremento della vendita di avorio, riferisce il Servizio Cites di Milano, si è ad esempio riscontrato presso attività commerciali, mercatini nonché, in sempre più numerosi casi, mediante la pubblicazione di annunci di vendita all’interno di noti siti di e-commerce. In oltre dieci differenti contesti si è arrivati al sequestro di oltre 150 kg. di avorio,lavorato e/o grezzo, venduto in assenza di qualsivoglia documentazione che ne attestasse la legittima acquisizione. A tal proposito, proprio in considerazione dell’importanza del fenomeno di vendita on line il Servizio CITES Centrale del Corpo Forestale dello Stato ha recentemente siglato un protocollo d’intesa con i siti di annunci più popolari che da soli   raggruppano il 90% del mercato delle inserzioni on-line. (vedi articolo GeaPress ). Collegamenti con il web ma non solo, sono ad esempio emersi anche per i riferimenti milanesi nel traffico di piante esotiche protette (alcune delle quali con poteri allucinogeno) recentemente sgominato dal Corpo Forestale dello Stato. Una operazione avviata nelle Marche e che ha trovato in Lombardia, specie nella provincia di Milano, il suo epicentro (vedi articolo GeaPress).

L’attività di questi mesi ha però confermato, se mai ce ne fosse stato il bisogno (riferisce sempre il Corpo Forestale), come qualunque elemento naturale che per la sua bellezza o, per la sua limitata presenza sul territorio, possa diventare oggetto ricercato da collezionisti disposti anche a pagare migliaia di euro per avere un pezzo mancante nella loro collezione. È questo il caso del sequestro compiuto solo poche settimane fa dal Nucleo Operativo CITES presso l’aeroporto di Linate: all’interno di quattro comuni bagagli da viaggio erano stipati oltre 200 esemplari morti di avifauna protetta dalla Convenzione di Washington provenienti da una consistente battuta di caccia svoltasi in Sud-America e destinati al mercato dell’isola di Malta, che si conferma una delle capitali mondiali della tassidermia (vedi articolo GeaPress).

Interessi, quelli dei traffici illeciti di specie protette, che riguardano anche il contrabbando di legname.

La principale minaccia per la conservazione delle foreste è, infatti, rappresentata dalla deforestazione, in particolare dalla raccolta illegale di legname e dal relativo commercio. Tale fenomeno registra una crescita costante e si stima interessi circa il 10% del legname commerciato su scala mondiale, con gravi conseguenze sia dal punto di vista economico che ambientale. Il taglio illegale, infatti, non prevede tecniche compatibili con il concetto di selvicoltura sostenibile e priva i governi e i produttori di un’importante fonte di reddito. coinvolge solitamente Paesi in via di sviluppo aventi gravi problemi economici e sociali e dove il tasso di deforestazione è elevato.

Venti colli contenenti aste di legno semilavorate per oltre 600 kg sono state rinvenute anche a Malpensa.  Si trattava di (Caesalpinia echinata) comunemente detta Pernambuco. Una specie arborea appartenente alla famiglia delle Fabaceae,  che in passato ricopriva completamente le regioni litoranee del Brasile ma dal 2007, in conseguenza di una presenza in natura sempre più ridotta, a causa di massicce utilizzazioni prive di scrupolo, è stata inclusa nell’allegato B del Reg. CE 338/97 che disciplina la Convenzione di Washington. Il legname, che viaggiava sprovvisto di documentazione CITES era diretto verso la Repubblica di San Marino ed era verosimilmente destinato alla realizzazione di archetti da violino.

L’attività di repressione del Servizio CITES Territoriale di Milano nasce anche da una quotidiana attività amministrativa che consta di oltre n. 20.000 certificazioni (comunitarie e di re-export) l’anno, 3000 apposizioni di targhette identificative per i pellami e di anelli di riconoscimento per volatili, prelievi di piumaggio per esami del DNA, controlli di natura amministrativa presso allevamenti e negozi di animali e eventuali sanzioni amministrative per un ammontare di oltre €. 20.000 già il primo semestre 2013.

Un ulteriore spunto investigativo ha riguardato l’illegale importazione di vasetti di caviale dall’Europa dell’Est (generalmente Russia e Ucraina), tramite acquisti on-line. Molto spesso l’acquisto on-line avviene senza alcuna documentazione CITES valida e l’importatore italiano rimane comunque passibile di sanzione amministrativa, di importi abbastanza elevati, oltre alla confisca obbligatoria del materiale acquistato. I venditori, riferisce sempre la Forestale, non indicano mai sulla confezione il reale contenuto, spesso indicato come “accessorio casa”, “profumo”, ecc.; inoltre, quando l’acquirente italiano a seguito di richiesta da parte della dogana o di Poste italiane, chiede chiarimenti al venditore, lo stesso, gioca sull’ambivalenza dei termini, affermando che non si tratta di caviale ma di un suo succedaneo (uova di lompo), mentre sul sito il prodotto viene pubblicizzato come caviale (e i prezzi non sono di certo quelli di un succedaneo!)

In sintesi, il totale degli illeciti rilevati e contestati dal Servizio CITES durante i primi sei mesi dell’anno 2013 ha portato alla redazione di 30 comunicazioni di notizie di reato ed alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di più di 50 persone oltre al sequestro di merce sottratta al mercato nero per un valore complessivo che supera di gran lunga i tre milioni di euro.

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