GEAPRESS – Per l’esattezza 1187 tartarughine neonate. Tutte Trachemys scripta scripta, ovvero il …. “tipo” . Quello, cioè, che in tassonomia fissa il taxon “scripta” alla quale appartiene anche la famosissima tartarughina guance rosse. Solo che quella di Milano ha le guance gialle ed il nome latino di quella a guance rosse è Trachemys scripta elegans, altra sottospecie della scripta di Milano rinvenuta dopo la rottura di un pacco negli uffici di un corriere a Pregnana Milanese.

Questioni umane, di classificazione della natura e studi specifici che dovrebbero quantomeno servire alla protezione se non degli animali, almeno dell’ambiente. Ed invece le due povere tartarughine, che per semplicità chiameremo “guance rosse” e “guance gialle”, sono due facce della stessa medaglia, ovvero il commercio mondiale di animali ed i paradossi delle leggi del mercato.

A Milano le 1187 guance gialle, provenienti dagli Stati Uniti, sono arrivate al chiuso di un pacco postale (una quarantina erano già morte) destinate ad un noto negozio di animali. Possono essere commerciate, mentre per quella guance rosse ne è interdetta, nei paesi UE, la vendita. Non tanto per i problemi di conservazione, quanto per il pericolo della salmonella. Anni addietro, a Palermo, prima del divieto, venne sequestrata una grossa spedizione di guance rosse. Finirono infornate dal momento in cui non si riuscì ad abbattere, nonostante le terapie antibiotiche, il tasso di salmonella presente nell’acqua. A Milano, chissà perché, qualcuno ha detto che debbono morire congelate. Estremismi, quantomeno di temperatura. Per ora sono in un centro di recupero del WWF ma, essendo di specie nordamericana, non possono ovviamente essere liberate.

In realtà, quello che a Milano non poteva avvenire era la spedizione clandestina, ma la tartaruga guance gialle è regolarmente commerciata nel nostro paese. Il suo arrivo è conseguente al bando di vendita della tartaruga guance rosse. Ne ha vicariato la presenza, assieme a tartarughe, anche di altri continenti, specie del sud est asiatico. Questo nonostante la “guance gialle” presenta gli stessi rischi sanitari della “guance rosse” e le sue uova vengono molto spesso prelevate in natura (tanto quanto quelle della “guance rosse”) per finire nelle incubatrici delle “farm”. Appena sgusciate, vengono inscatolate ed inviate in mezzo mondo. Nessuno spiega l’estrema delicatezza di questi animali, della dieta particolare, delle vitamine che bisogna somministrare, né tanto meno delle temperature che necessitano. La stragrande maggioranza muoiono nel giro di poche settimane.

Mentre le tartarughe guance rosse (per i paesi dove è ancora possibile commerciarla) occorre un certificato particolare, l’ancor più disgraziata guance gialle (come quella di cui rottura pacco a Pregnana Milanese) è di libera vendita. Per iniziare almeno a regolarizzarne il commercio, dobbiamo prima condurla sulla via dell’estinzione …

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