GEAPRESS – Dell’operazione Ramp GeaPress ne aveva già parlato in un suo precedente articolo (vedi articolo). Migliaia di specie protette per un giro di affari di oltre 25 milioni di euro in una maxi operazione coordinata dall’Interpol e che ha coinvolto ben 51 paesi, tra cui l’italia.

Anfibi e rettili illegalmente commerciati ed in buona parte provenienti dalle cosiddette farms. Sono questi teorici luoghi di allevamento di animali nati in cattività, in realtà spesso ricettacolo di trafficanti di fauna selvatica. Gli animali vengono riciclati con documentazione originale ma attestante falsamente la loro nascita in cattività.

Secondo il Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato, che in Italia ha coordinato l’operazione, il fatto che l’operazione Ramp sia stata guidata dall’Interpol, indica quale sia il livello di attenzione della criminalità sul traffico illecito di flora e fauna protetta. E’ questo, ancora oggi, uno dei settori più lucrosi al mondo insieme a quello della droga e delle armi.

In Italia l’operazione Ramp si è conclusa con più di 1.500 controlli ed il sequestro di circa quattrocento animali vivi, soprattutto tartarughe terrestri, e di oltre duecento pelli di rettili e prodotti di pelletteria. Già nello scorso febbraio un’altra operazione, sempre coordinata dall’Interpol, chiamata questa volta “Tramp”, aveva permesso al Corpo Forestale di scoprire un altro vasto commercio illegale. Questa volta si trattava di prodotti legati alla medicina tradizionale contenenti parti di animali e piante in via di estinzione come rinoceronte, orchidee, tigre e orso e aveva portato al sequestro di prodotti in vari paesi del mondo per un valore di oltre 10 milioni di euro. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).