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GEAPRESS – La scimmietta più piccola cercava continuamente conforto nell’esemplare più grande. Entrambi Macaco sylvanus (scimmia bertuccia), ed entrambi giovanissimi. Secondo quanto reso noto dal Servizio Cites del Corpo Forestale della Regione Siciliana, sarebbero state detenute nella casa dove viveva un cittadino tunisino, ora finito nei guai.

Gli animali sarebbero stati importati dalla Tunisia in violazione della normativa CITES sul commercio delle specie protette. Il personale della Guardia di Finanza e del servizio CITES del Corpo Forestale della Regione Siciliana hanno scoperto la triste realtà dei due poveri animali e sono intervenuti qualche giorno addietro, presso un’abitazione del centro storico. Al suo interno anche trenta cardellini, piccolo volatile protetto dalla legge.

L’indagine è scaturita da un’attività condotta dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Mazara del Vallo (TP). La pista seguita era quella del possibile commercio di animali esotici. I finanzieri, incuriositi dalle particolari circostanze d’indagine, dopo i preliminari accertamenti investigativi coordinandosi con il personale del servizio CITES del Corpo Forestale della Regione Siciliana, sono intervenuti presso l’abitazione, dove hanno scoperto e successivamente recuperato i due macachi ed i cardellini.

Gli animali sono stati tutti sottoposti a sequestro; i volatili, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Marsala (TP), sono già stati liberati nell’area protetta “Trinità” mentre le due scimmiette dovranno essere sottoposte ad accertamenti medico – veterinario. Solo dopo averli conclusi, saranno trasferite in un centro autorizzato ritenuto idoneo al recupero della fauna selvatica esotica.

Secondo il Servizio Cites del Corpo Forestale della Regione Siciliana, i macachi, come tutti i primati, sono animali imprevedibili, dotati di notevole forza fisica e di una natura in grado di offendere; inoltre, sono portatori di malattie potenzialmente trasmissibili all’uomo. Per questo motivo sono considerati pericolosi per la salute e l’incolumità pubblica e non possono essere né importati né detenuti in Italia. Molto spesso, in realtà questi animali vengono illegalmente introdotti nel nostro paese da cuccioli, perché ritenuti socievoli: invece, una volta raggiunta l’età adulta, le bertucce diventano estremamente aggressive e pericolose per l’uomo, che si vede costretto a disfarsene.

Al momento del sopralluogo, il cittadino tunisino avrebbe tentato di occultarne la presenza degli animali in un terrazzino sottostante.

Le due scimmie, di età compresa tra i tre e i sei mesi, apparivano piuttosto stressate e rifuggivano il contatto umano; l’esemplare più piccolo cercava continuamente il contatto con il più grande, che era tenuto legato ad una finestra da una catena attaccata alla vita mediante un collare di cuoio, che è stato subito rimosso.

Le leggi vigenti, oltre a contrastare l’importazione illegale di flore e fauna protetta, vietano la detenzione di animali potenzialmente pericolosi quali proprio i primati che, anche di dimensioni molto piccole, sono a forte rischio di trasmissibilità di malattie pericolose per l’uomo, specie se, come spesso capita, provengono da zone a scarso controllo sanitario ove siano presenti gravi malattie infettive.

Il proprietario degli animali è stato denunciato per maltrattamento, importazione e detenzione illegale di specie protette dalla Convenzione di Washington, possesso di animali pericolosi per l’uomo, maltrattamento di animali e uccellagione.

Secondo quanto diffuso sal Servizio Cites della Regione siciliana i due animali sarebbero stati detenuti in cattive condizioni igienico sanitarie.

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