GEAPRESS – Il punto di svolta potrebbere essere arrivato un mesetto addietro dal nord Italia, probabilmente da Genova. Il fatto non è mai stato reso noto ma si era trattato di un sequestro di circa trenta tartarughe dal quale erano conseguite pure delle perquisizioni domiciliari. Infine si è arrivati a lui, l’albergatore benestante di Massa Carrara il quale, vistosi scoperto proprio durante la vendita delle tartarughe protette, ha cercato di convincere i Forestali di avere rinvenuto gli animali in un dirupo terroso. L’uomo era ovviamente ignaro delle indagini ma, in ogni caso, la scusa prescelta aggravava la sua posizione. Questi animali, infatti, non si possono prelevare in natura, ed invece il trafficante ha pure cercato di illustrare i luoghi decantando la bontà di mele e prugne selvatiche.

Infine è crollato e dalla sua lussuosa residenza, una villa nei pressi di Massa, sono state sequestrate ben 60 tra rare tartarughe terrestri, ma anche uova in attesa della schiusa all’interno delle incubatrici. In particolare sono state rivenute 10 tartarughe appartenenti alle specie Testudo marginata e Testudo hermanni/Boettgeri di circa 20 giorni. Poi 12 adulti di Testudo hermanni/Boettgeri di età compresa tra i 30 e gli 80 anni e ben 41 uova di Testudo hermanni/Boettgeri. Gli animali, nella quasi totalità dei casi, erano privi di documentazione Cites, ovvero la speciale certificazione che avrebbe dovuto giustificare la nasciata in cattivà da riproduttori legalmente detenuti. Ed invece, per il 90% di questi ultimi, non vi era alcuna traccia di documentazione, tanto che la Forestale è intenzionata ad eseguire l’esame del DNA per accertare la reale provenienza degli animali. A seguito delle indagini, gli inquirenti hanno peraltro scoperto utili collegamenti con i luoghi di orgine delle tartarughe, ovvero, per buona parte di esse, la Sicilia e la Sardegna.

Un lavoro difficile, quello della Forestale, nel riuscire ad incastrare una rete di commercianti illegali ampiamente diffusa su internet e finalizzata alla vendita di specie tutelate dalla Convenzione di Washington. L’Italia, infatti, prevede per questi illeciti, solo reati di natura contravvenzionale fatto questo che pregiudica l’applicazione del più grave reato relativo all’associazione a delinquere che invece fornirebbe i giusti mezzi investigativi.

Nonostante tutto, il Corpo Forestale dello Stato, con il Servzio Cites Centrale di Roma oltre che quello di Firenze, Pisa, Genova e del Comando Provinciale di Massa Carrara, è riuscito a risalire al soggetto ora denunciato, svelando centinaia di contatti internet, tutti finalizzati alla vendita di tartarughe protette dalla legge. Una rete diffusa su tutto il territorio nazionale e che giustifica, sempre secondo gli inquirenti, il continuo stillicidio di tanti piccoli sequestri operati ormai in numerose dogane italiane. Semplici passeggeri con appresso 10-12 tartarughe che, se ben vendute, possono fruttare anche alcune migliaia di euro. Vendite che, a quanto pare, hanno disturbato anche il sonno dei commercianti in regola che si vedono, in tal maniera, scippare una notevole fonte di lucro. Le tartarughe arrivano in maniera illegale anche dai paesi comunitari, come la Germania, la Repubblica Ceca e la Slovenia.

Ma chi è il trafficante di Massa Carrara? Uno che ha tutti i soldi che vuole e che non avrebbe alcun bisogno di lucrare con le tartarughe. Il suo nickname è famosissimo, specie tra gli insersionisti che in centinaia, dicono alla Forestale, richiedono in ogni angolo d’Italia le tartarughe per i loro terrari.

Pericoli per gli animali, la legalità ed anche la salute. Questo secondo il Direttore del Servizio Cites Centrale di Roma Ciro Lungo, che ha voluto sottolineare a GeaPress, come dei rischi sanitari poco o nulla venga detto.

Questi animali – ha dichiarato il dott. Ciro Lungo – possono invece veicolare patologie potenzialmente trasmissibili anche all’uomo. Occorrono attenzioni particolari specie durante l’acquisto e rivolgendosi, pertanto, solo a commercianti autorizzati“.

Secondo Marco Fiori, Responsabile della Sezione Investigativa Cites del Corpo Forestale dello Stato, già poche tartarughe trovate in possesso al soggetto di Massa Carrara, potevano arrivare a valere diverse centinaia di euro. Una tartaruga marginata, originaria della Sardegna, può essere pagata dai 50 euro, se appena nata, sino ai 5.000 euro se di età matura. Questi animali, poi, vivono oltre 100 anni e gli zoologi hanno da tempo lanciato l’allarme per la loro rarefazione negli ambienti naturali. Lo stesso vale per la tartaruga terrestre di Hermann o per la specie Graeca.

Poi, la complicazione di internet. E’ questa una consolidata via dei trafficanti, costituiti di fatto in una miriade di gruppi e gruppetti interconnessi tra loro e per i quali si spera ora di riuscire ad individuare la struttura di una organizzazione. Per contrastare tali tipi di commerci il Corpo Forestale dello Stato ha istituito da tempo una speciale unità di indagine denominata Wildlife Web Crime Unit dove personale specializzato si occupa di scandagliare le inserzioni e tracciare gli indirizzi di rete per risalire ai responsabili sul territorio nazionale o all’estero.

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