GEAPRESS – Giro di vite del governo del Gabon nella lotta la bracconaggio. Come reso noto dal WWF, nel paese centro africano sono stati eseguiti alcuni arresti in merito al ritrovamento di parecchie parti di animali protetti. In particolare la Polizia ha rinvenuto una testa e mani di gorilla, dodici teste e trenta mani di scimpanzé, pelli di dodici leopardi, una pelle di leone, parecchie pelli di serpenti e ben cinque code di elefante. I sospetti sono già in prigione mentre la prossima settimana dovrebbe iniziare il processo.

Già lo scorso dicembre (vedi articolo GeaPress) alcuni trafficanti, in quel caso di avorio, erano già stati arrestati in Gabon. Secondo David Greer, responsabile del WWF per il progetto “grandi scimmie”, non si registravano negli ultimi dieci anni sequestri di queste proporzioni. Una strada, quella intrapresa dal Gabon, che secondo il WWF non potrà che giovare alla fauna selvatica.

Stride ancora una volta l’esemplarità delle pene impartite da più di un paese africano, ma anche americani, nei confronti di trafficanti o importatori di fauna protetta (negli Stati Uniti, per l’importazione si rischiano fino a venti anni). In Italia, invece, tutti i reati venatori vengono puniti con blande sanzioni tutte squisitamente di natura contravvenzionale. Non solo. Nella legge non viene neanche specificata alcuna proporzionalità della pena al numero degli animali abbattuti ed appartenenti a specie protette. La licenza di caccia, inoltre, non viene ritirata neanche in flagranza di reato. Solo se il cacciator bracconiere viene pizzicato una seconda volta vi è la possibilità che la licenza venga sospesa.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).