GEAPRESS – Dalla città portuale di Lomè, nel Togo, fino ad Algeciras, in Spagna. Poi in Malesia ed infine in Cina. Questo il tragitto  interrotto dalla Polizia doganale di West Ports, il grande terminal di containers di Port Kelang, a pochi chilometri dalla capitale Kuala Lampur. Qui, le 1500 zanne di elefante rinchiuse in casse di legno a sua volta sistemate in due containers, dovevano essere trasbordate in una nave diretta in Cina.

La spedizione, ufficialmente, riferiva di tavole in legno per pavimenti. In tutto 24 tonnellate di zanne (vedi foto di Elizabeth John – Ufficio Traffic) provenienti dal Togo, ovvero uno degli Stati africani meno collaborativi in tema di commerci di fauna selvatica. I doganieri hanno individuato la spedizione sospetta fin dal primo dicembre. Poi, a partire da quella data, cinque giorni di ispezione. Un sequestro che colpisce per l’enormità del carico e preoccupa anche alla luce delle stime diffuse in merito ai sequestri di avorio. Non più del 10% del totale contrabbandato.

Ad essere indagata, per ora, è la società locale che gestisce le spedizioni, ma nessun arresto è stato finora eseguito.

Le autorità doganali malesi hanno diffuso la notizia solo oggi. Quello ora avvenuto, riferisce l’Ufficio Traffic del WWF, è il quarto sequestro di avorio proveniente dall’Africa avvenuto a  Port Kelang ed il sesto in Malesia a partire dal luglio 2011. Nel terminal di Kuala Lamupr, nel settembre 2011, furono rinvenute 695 zanne di elefante, per un peso totale prossimo alle due tonnellate. Sono poi seguiti altri due sequestri per un totale di 1,4 tonnellate di avorio, mentre, nel dicembre 2011, un carico di 492 chili. Altri due sequestri, invece, nei porti di Penang e Johor.

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