GEAPRESS – Dodici persone sono state condannate a tre anni di prigione in India, nello stato del Pradesh. Sono state riconosciute colpevoli di avere contrabbandato tre pelli di tigre e 75 chilogrammi di ossa, queste ultime notoriamente utilizzate dalla medicina tradizione cinese.

I dodici, dieci uomini e due donne, fanno parte di una organizzazione criminale più ampia legata a Sansar Chand, un cinquantenne a capo di una banda da sempre specializzata nel traffico internazionale di fauna selvatica ed in particolare di pelli di tigri e leopardo. La banda è ramificata in tutta l’India. Il primo sequestro operato contro Chand risale a quando aveva sedici anni. Tra le quasi settecento pelli di animali selvatici ne vennero rinvenute numerose di tigre e leopardo.

 

Durante un sequestro avvenuto nel Rajasthan nel 2004, la polizia trovò traccia della vendita di 40 pelli di tigri e 4000 di leopardo. Il tutto in un periodo di soli 11 mesi a cavallo tra il 2003 ed il 2004. Appena due anni dopo nel corso di un interrogatorio, Chand ammise di avere venduto, a 4 clienti nepalesi e tibetani, poco meno di 500 pelli di tigri e 2130 di leopardo.

 

Una pelle di tigre, nel Tibet, già nel primo passaggio di una lunga catena di intermediari, può essere venduta ad un prezzo compreso tra diecimila e ventimila dollari, mentre quella di leopardo può arrivare al massimo a seimila dollari.

 

Nonostante i ripetuti sequestri, il criminale ha ricevuto finora solo due condanne e clamorose assoluzioni. Il segreto dell’organizzazione è quello di poter contare sull’omertà degli affiliati. Sono tutti stretti parenti di Chand con investimenti in politica, tra cui un noto politico arrestato, neanche a dirlo, per traffico di fauna selvatica. Praticamente un’ organizzazione di puro stampo mafioso, costruita solo su stretti rapporti di parentela, e così sviluppatasi in più Stati della federazione indiana. Di fatto una ‘ndrina calabrese.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati