teschio scimpanzè
GEAPRESS – Più abituati a sentire le notizie provenienti dal Camerun (vedi articolo GeaPress) o dalla Guinea (vedi articolo GeaPress). Maxi sequestri di fauna selvatica, caratterizzati quasi sempre dall’arresto di trafficanti di scimmie. Carne, per il consumo locale, e crani per gli acquirenti di mezzo mondo. Questa volta la notizia riguarda proprio un acquirente inglese che ha acquistato on line un cranio di scimpanzè.

Per lui la condanna a dieci mesi di reclusione, pena sospesa.

L’uomo, abitante alle porte di Londra,  aveva inoltre acquistato altre parti di animali, tra cui una pelle di ghepardo, diversi  teschi di altri primati, un artiglio di orso, denti di squalo bianco. Tutte parti di animali, informa la polizia inglese, protette dalla Convenzione di Washington. Pezzi, spesso acquistati nel corso di aste on line e da privati.

Quando lo speciale corpo di polizia del Wildlife Crime Unit (WCU), ha eseguito un mandato di perquisizione nella sua abitazione,  ha rinvenuto una pelle di ghepardo, quattro teschi di scimpanzé, due teschi di altri primati, la pelle di un leopardo, un artiglio di leone, una dente di orca ed altre parti di animali tutelati  dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES).

Il WCU è arrivato a lui indagando su una pelle di ghepardo la cui vendita era stata pubblicizzata da un venditore del Galles in un sito di aste on line. L’acquirente era proprio il soggetto  ora condannato.

Raccapricciante quanto riferito dalla polizia inglese. Le parti di animali, infatti, erano  state trovate in uno studio al piano superiore dell’abitazione dell’uomo, mentre  il cranio di un giovane scimpanzé veniva tenuto in garage. Le ossa emanavano un forte odore, visto che il cranio proveniva da una scimmia recentemente uccisa e successivamente preparata. Si è altresì appurato che l’uomo era in contatto con almeno un secondo venditore al quale aveva chiesto un cranio di gorilla. Il “pezzo” era già disponibile ma doveva ancora essere pulito. Purtroppo l’entità di questo soggetto e tutt’ora sconosciuta.

Da rilevare come nei paesi di origine i bracconieri, intermediari e venditori, rischiano spesso parecchi anni di prigione. In Inghilterra, come del resto anche in Italia, le pene sono invece molto basse.

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