GEAPRESS – Un leopardo ogni 36 ore. Ucciso dai bracconieri con un ritmo che non tende a diminuire da almeno dieci anni. Questo secondo un recente studio dell’Ufficio Traffic, presentato dal WWF India e con la collaborazione del WWF del Regno Unito.

Nel solo 2001, i dati ufficiali riportano il sequestro di ben 420 pelli di leopardo. Non solo pellame che da solo costituisce comunque il 90% dei sequestri, ma anche ossa, notoriamente utilizzate nella medicina orientale.

Dalle elaborazione statistica di queste ed altre cifre negli anni affluite, è stato possibile rilevare come in India circa 2294 leopardi sono stati illegalmente commerciati in dieci anni. Questo nonostante la totale protezione della quale, il grande felino, gode nel territorio indiano.

Secondo il Presidente WWF-India Divyabhanusinh Chavda, il report getta una nuova luce sulle reali dimensioni del commercio illegale di parti di leopardo. Un fenomeno finora oscurato, sempre ad avviso del WWF, dalla rilevanza mediatica assunta da quello della tigre. Secondo gli ambientalisti la principale area di provenienza delle parti di leopardo sarebbe lo Stato dello Uttarakhand, nel nord dell’India. Negli Stati dello Uttar Pradesh, Himachal Pradesh e Haryana, invece, i principali centri dello smercio. Un centro particolare, poi, nella città di Delhi.

La principale via di contrabbando di pellame ed ossa di leopardo, sarebbe il confine del Nepal. Non meno importante il ruolo di alcune aree della Birmania e del Laos settentrionale.

In India, il leopardo sta altresì divenendo una specie “problematica”. Se da un alto il suo areale si presenta altamente frammentato, con pregiudizio della stabilità dell’intera popolazione, in alcune aree, fortemente urbanizzate, il felino vive ormai a stretto contatto con l’uomo. Una presenza elusiva, che si fa notare di notte ed in alcuni casi degenerata in conflitti, anche gravi, con l’uomo. Sembra infatti che questi felini sia attratti dagli ambienti urbani per via dell’abbondanza delle prede, come ad esempio i ratti, ma anche di rifiuti. Per altri studiosi è la presenza sempre più invadente dei conglomerati urbani a sconfinare decisamente in quelli che prima erano normali areali del felino il quale, ora, si starebbe adattando alla nuova situazione venutasi a creare. Vale la pena ricordare come l’India sia il secondo paese più popoloso al mondo, dopo la Cina. Oltre un miliardo di abitanti in massima parte insistenti in zone rurali.

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