GEAPRESS – Il governo russo proteggerà le foreste di Pino coreano che costituiscono l’habitat naturale della rarissima tigre dell’Amur. La particolare specie di Pino, secondo il WWF, è stata inserita dal governo russo nell’Appendice III della Convenzione di Washington. Tale elenco, meno famoso delle prime due Appendici che riguardano rispettivamente le specie ove vige il bando quasi totale e quelle che è possibile commerciare all’interno di quote, comprende i provvedimenti restrittivi o comunque che regolamentano il commercio su decisione dei singoli Stati. Il provvedimento del governo russo fa seguito ad una serie di iniziative varate per la protezione del rarissimo felino, tra cui la recente conferenza tenutasi lo scorso gennaio a Hua Hin in Tailandia. Questo paese, assieme al Vietnam ed al Laos, è al centro di un fiorente mercato internazionale totalmente illegale di specie protette. Proprio nell’aeroporto di Bangkok si è registrato l’ultimo sequestro di zanne di elefante (vedi articolo GeaPress). Erano provenienti dal Kenya ed erano imballate in casse riportati la scritta “mobili e sedie”.

Notizie deprimenti, invece, dal Cameroon, dove una ricerca portata avanti per tre anni dall’Università Belga di Leiden congiuntamente a quella di Dschang, in Cameroon ha purtroppo evidenziato come Licaoni e Ghepardi si stanno estinguendo nel nord del paese. Le cause sono da imputare alle modifiche ambientali ed alla persecuzione diretta spesso motivata, oltre che da atti di bracconaggio, dalla vendetta conseguente alle uccisioni del sempre più invasivo bestiame da carne. Notoriamente molte zone forestali e steppiche africane si stanno convertendo, tramite disastrosi incendi, in colture foraggere. Un vero disastro non solo per l’ecosistema africano, ma anche per le ripercussioni nella fragilissima economia locale.

In Brasile, invece, i bracconieri di ben tre stati sudamericani, si erano da anni organizzati per accogliere cacciatori occidentali che, ad un prezzo compreso tra 15.000 e 20.000 dollari, sparavano ai giaguari della foresta amazzonica. La Polizia brasiliana ha stimato in almeno una ventina i grandi felini uccisi dalla banda di bracconieri con diramazioni anche in Africa. Fornivano tutti i supporti necessari ai cacciatori. Agghiacciante il motivo della caccia. La carcassa, infatti, veniva distrutta, ed il trofeo del cacciatore era una … fotografia del valore di 20.000 dollari.

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