alligatore peta
GEAPRESS – C’è pure chi gli alligatori li chiama cinturini, tanto quella fine devono fare. La loro pelle finirà in un orologio da polso come in un borsa proposta  a prezzi elevatissimi, fino a 32.000 euro.

Una indagine condotta da PETA, denuncia quanto avverrebbe in un grande allevamento dello Zimbabwe (immagini Reuters) e del Texas, ove è riuscito ad entrare un investigatore di PETA (People for the Ethical Treatment of Animals).

Nel primo caso la macellazione è manuale. Un taglio sopra il collo, un getto d’acqua ed un sottile asta infilata lungo la colonna vertebrale. Nell’allevamento texano, invece, gli alligatori vengono storditi con un proiettile capitvo, come quelli usati per la macellazione dei bovini. Si provvede poi al taglio nella parte superiore del collo fino ad arrivare al cervello. Quando la pistola non si trova, si fa tutto manualmente.

Un documento molto duro che mostra scene drammatiche. Per PETA sono queste le tecniche di macellazione dei rettili. Non oltre 36 mesi di vita e fino a tre alligatori per un borsa.

Un marchio francese molto noto  si rifornirebbe proprio negli allevamenti in questione.

Per PETA fermare la “catena”  è semplice: non acquistare più questi oggetti