GEAPRESS – Persa per sempre un’altra sottospecie di rinoceronte. Ad appena pochi giorni dall’annuncio del WWF sull’avvenuta estinzione dell’ultimo rinoceronte di Giava della tipica popolazione vietnamita (vedi articolo GeaPress), arriva ora altro epitaffio da parte dell’IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Nell’ultimo aggiornamento della prestigiosa Lista Rossa, la popolazione dell’Africa occidentale del Rinoceronte nero, ovvero la sottospecie Diceros bicornis longipes, risulta ufficialmente estinta. Già nel 2006, dopo una serie di censimenti, l’IUCN dichiarò questa sottospecie, “sperimentalmente” estinta. La speranza, però, era che ve ne fossero altri sfuggiti ai controlli. Così, evidentemente, non è stato.

Un altro rinoceronte perso per sempre, ed un altro grave passo verso un pianeta sempre più povero.
La causa, per il rinoceronte, è sempre la stessa. Il commercio dei corni e la medicina tradizionale orientale (vedi articolo GeaPress). Alla luce di ciò, non si capisce pertanto il motivo per il quale gli stessi Uffici della Convenzione di Washington continuino ad autorizzare la caccia al rinoceronte, quando, a prescindere dalla specie e relative sottospecie interessate, sono proprio le falsificazioni dei certificati di esportazione ed i permessi di caccia, a fornire l’utile copertura per i traffici illeciti. A dirlo, paradossalmente, sono gli stessi report della Convenzione di Washington.

A sfogliare il nuovo documento redatto dall’IUCN, non c’è da stare allegri. Forse già estinta è addirittura un’altra sottospecie di rinoceronte. Questa volta si tratta delle popolazioni settentrionali del rinoceronte bianco, ovvero la sottospecie Ceratotherium simum cottoni. Gli ultimi censimenti riportavano le ultime decine di individui tutti concentrati nel Congo, nell’area del Parco Nazionale Garamba. Problemi seri anche per alcune specie vegetali, anfibi e rettili. Fino al 40%, ad esempio, dei rettili terresti del Madagascar, rischiano di scomparire per sempre.

La conservazione potrebbe funzionare, sottolinea l’IUCN e per alcune specie ha dato dei risultati, ma quello che manca è la volontà politica. Proprio ieri, ad esempio, il WWF aveva reso noto con un suo comunicato, l’enormità del numero di pescatori rispetto allo status della popolazioni di Tonno rosso. Un problema che ci riguarda direttamente e che dovrebbe indurre l’Italia a prendere posizioni decise proprio alla luce dell’apertura di oggi, ad Istanbul, dei lavori dell’ICCAT, l’organismo internazionale che dovrebbe proteggere questo animale. Ed invece, è di pochi giorni addietro la denuncia del Commissario Europeo alla Pesca Maria Damanaki, che proprio il nostro paese starebbe accordandosi con soggetti libici per il prelievo del tonno. Fatto questo non previsto dai regolamenti UE (vedi articolo GeaPress). La Damanaki ha altresì riferito di una investigazione in atto che riguarda proprio il nostro paese. Di fatto, stiamo tramando con imprecisate autorità libiche. Ed ecco il risultato di questo modo di fare. Il tonno rosso, secondo l’IUCN, risulta classificato come “minacciato di estinzione”. Il penultimo gradino, nella classificazione adottata, prima della fine. Ben cinque, delle otto specie di tonno esistenti sulla terra, sono a rischio.

Intanto, da oggi, un altro animale è scomparso per sempre.

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