GEAPRESS – Con un’ interrogazione presentata al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, il Senatore Zanoletti (Pdl) ha sottolineato la necessità che il nostro paese avvii una politica su scala internazionale volta a bandire il traffico di animali esotici. L’intervento del Senatore Zanoletti richiama giustamente una cooperazione tra più paesi, essendo il commercio degli esotici regolamentato da disposizioni comunitarie e convenzioni internazionali.

Nell’interrogazione viene inoltre richiamata la triste realtà delle condizioni indecorose nelle quali viaggiano gli animali, spesso soggetti a tassi di mortalità altissimi. Parte della vendita, inoltre, avviene on line, così come, notoriamente, le potenzialità lucrative di questo settore sono ormai da tempo decisamente attenzionate dalla criminalità internazionale.

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Di seguito  l’interrogazione del Senatore Zanoletti:

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01738

Atto n. 4-01738

Pubblicato il 8 luglio 2009
Seduta n. 235

ZANOLETTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e l’innovazione. –
Premesso che per quanto risulta all’interrogante:
le regole del Patto di stabilità interno degli enti locali per il triennio 2009-2011 hanno introdotto il meccanismo del saldo finanziario misto che ha il vantaggio di non limitare nell’immediato le scelte delle amministrazioni;
tale meccanismo comporta peraltro dei gravissimi problemi allorquando maturano i tempi per il pagamento delle spese di investimento già avviate sulla base di legittimi atti di impegno;
da un’analisi condotta dall’Associazione nazionale comuni italiani Piemonte è emerso che, nel quadriennio 2005-2008, sostanzialmente più del 90 per cento dei Comuni ha osservato il Patto di stabilità;
considerato che:
a giugno 2009, invece, circa l’80 per cento dei Comuni prevede di non poter rispettare i vincoli imposti dalla nuova normativa, nonostante la volontà e l’impegno per il rispetto delle regole di questo importante e prioritario obiettivo siano rimasti immutati;
tali difficoltà di raggiungimento degli obiettivi derivano anche dal fatto che le regole del Patto di stabilità interno sono sistematicamente cambiate, sia nell’impostazione generale (passaggio dalla logica dei “tetti” a quella dei “saldi” e poi del “saldo misto”) che nella base di riferimento (prima un triennio, poi un’annualità recente);
atteso che ne consegue: a) l’impossibilità per i Comuni di effettuare pagamenti di spese di investimento anche se finanziate con risorse proprie dell’ente; b) l’impossibilità di autorizzare nuove spese di investimento anche in presenza di risorse proprie, già disponibili nelle casse dell’ente; c) la tensione con i fornitori che, in un momento di grave crisi finanziaria, con difficoltà ulteriori all’accesso al credito, non possono sopportare ulteriori ritardi nei pagamenti; d) la possibile creazione di maggiori oneri a carico degli enti consistenti negli interessi di ritardato pagamento,
si chiede di sapere:
se e quali iniziative di competenza siano state assunte, intese ad evitare i disagi di cui sopra;
se il Ministro dell’economia non ritenga opportuno intervenire sollecitamente, in questo particolare momento di congiuntura economica, per promuovere nuove modifiche delle regole del Patto di stabilità interno, affinché gli enti locali possano dare corso alle obbligazioni assunte che sono in grado di onorare, e poter così contribuire, con le proprie risorse a disposizione, alla ripresa economica di un Paese che necessita dello sforzo e dell’impegno virtuoso di tutti gli “attori” dell’amministrazione pubblica.