GEAPRESS – E’ una delle sottospecie di leopardo meno conosciute al mondo. Basti pensare che il primo individuo fu descritto solo negli anni venti del secolo scorso. Il leopardo persiano rischia ora di scomparire per sempre. Ne rimangono solo un migliaio distribuiti in un areale molto frammentato che va dal Turkmenistan fino alla parte orientale della catena del Caucaso. La caccia agli ungulati, sue principali prede, ne ha gravemente compromesso la popolazione selvatica. A ciò deve aggiungersi l’incremento del bracconaggio specie nelle nuove repubbliche dell’ex Unione Sovietica. Stati non uniformati nelle politiche di conservazione (qualora presenti). Sicuramente i nuclei più consistenti del leopardo persiano si trovano in Iran, lungo l’ampia fascia montuosa settentrionale dell’Elburs e Zagros.

In Iran il leopardo persiano è protetto ma tra i problemi che lo minacciano vi sono senz’altro le trappole – cappio costruite con un laccio metallico, tanto note anche in Italia. Vengono piazzate soprattutto per la cattura dei cinghiali. Trappole non selettive che provocano in molti casi una morte lunga e dolorosa. Spesso vengono piazzate dai contadini. In tal maniera a Moushia, nell’Iran settentrionale, è finita una giovane femmina di leopardo. Gli abitanti non erano abituati alla presenza del grosso felino. Si trattava, secondo il Dipartimento dell’Ambiente di Gilan, di un animale giovane in cerca di un nuovo territorio, quasi sicuramente proveniente dalle foreste montane di Dorfak. Gli stessi abitanti hanno testimoniato la lenta morte del povero animale ed hanno per questo chiesto un intervento più solerte delle autorità. Le stesse si stanno ora impegnando per una attiva campagna di sensibilizzazione degli abitanti, in un’area, comunque, dove la presenza dei leopardi non era molto conosciuta.

Contrariamente a quello che si può pensare, molti animali in genere ritenuti appartenenti alla fauna africana, occupano tutt’ora i loro areali storici in aree asiatiche. Vale per i ghepardi, i leopardi ma anche per i leoni. In pochi, però, ricordano che elefanti e leoni erano presenti in epoche storiche in luoghi dove ora nulla, se non le testimonianze archeologiche e letterarie, ne farebbero ricondurre la loro presenza. E’ il caso dell’elefante in Siria e del leone addirittura in Grecia.

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