GEAPRESS – Iniziato dopo undici mesi il processo contro un cittadino statunitense di
origine vietnamita, sorpreso alla dogana dell’aeroporto di Los Angeles con i calzini pieni di uccellini esotici. L’uomo rischia ora sei mesi di carcere per avere acquistato gli animali in Vietnam nel tentativo di rivenderli negli USA con un rincaro di oltre il mille per cento.

Il Vietnam è al centro di numerosi traffici di animali esotici. Rimase memorabile, alcuni anni addietro, il sequestro di una intera imbarcazione
contenente svariate tonnellate di iguane neonate di provenienza americana. I piccoli rettili erano diretti verso i mercati europei.

L’importazione fai da te di animali esotici è molto diffusa in tutto il mondo. La Convenzione di Washington (CITES) sul commercio di flora e fauna in via di estinzione, è molto permissiva consentendo finanche il commercio di parti di animali ormai molto rari, come l’elefante africano e varie specie di tonno. E’ facile mimetizzare un commercio illegale tra i mille canali consentiti dalla legge.

Nel marzo scorso era stato arrestato un Australia un trafficante con ben 37
uova di pappagallo cucite nella camicia. In Italia, invece, la creatività non ha limiti. Se a Palermo nel gennaio scorso sono stati sequestrati alla dogana dell’Aeroporto Falcone Borsellino ben 10 tra teste di coccodrillo e cuccioli di squalo sotto vetro, appena pochi giorni addietro un’ indagine della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, ha portato al sequestro di cento rare tartarughe rinchiuse dentro scatoli postali.

Vi è inoltre da riflettere sui luoghi di approvvigionamento di fauna selvatica. Si tratta, spesso, di mercati illegali molto diffusi nei molti paesi del terzo mondo ed in Italia. In molte località di alcune regioni italiani è possibile trovare in vendita nella pubblica via migliaia di piccoli volatili di cattura protetti dalla legge. In molti casi vengono esportati in altre regioni ed anche all’estero, come il caso di Malta.

I mercati più famosi sono quelli di Napoli (quartiere Sant’Erasmo) e Palermo (quartiere di Ballarò). Proprio a Palermo, domenica 30 maggio, una brillante operazione del Corpo Forestale della Regione Siciliana ha stroncato la vendita di centinaia di piccoli volatili che hanno così potuto riprendere la libertà.

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