GEAPRESS – Erano state sequestrate in due diversi interventi di polizia nell’aeroporto di Merauke, in Indonesia. 690 giovani di Tartaruga muso di porco lo scorso nove febbraio, e 1495 il 26 gennaio (vedi articolo GeaPress). Animali destinati sia alla cucina orientale che al mercato della terraristica, compresa quella europea. Tutte le tartarughe erano sistemate in contenitori di plastica a sua volta stipati all’interno di alcune valigie.

Gli animali, annuncia ora la Natural Resource Agency, sono stati liberati ma delle 2185 originarie, hanno potuto riprendere la libertà in 1967. Il 10% di esse è morto già nel limitato periodo della quarantena. Secondo Chris R. Shepherd, direttore dell’Ufficio Traffic del sudest asiatico, gli animali morti in quarantena sono indicativi dell’alto livello di mortalità che registrano questi traffici. Anzi, ha riferito il Direttore, spesso sopravvivono in molto meno.

Il riferimento era ovviamente ai traffici illeciti, ma la delicatezza di questi animali e di conseguenza la specializzazione che dovrebbe qualificare chi li detiene, non è tenuta in giusto conto dai commercianti. Basti considerare le piccole tartarughe acquatiche che si vedono ammassate nelle vaschette dei nostri negozi. Vendute come giocattoli per bambini in pochi sanno che le loro ridotte dimensioni sono dovute al fatto che trattasi di neonati. Animali molto delicati che muoiono spesso per avitaminosi ed altre patologie derivate da grossolani errori nell’alimentazione o nella termoregolazione dell’ambiente nel quale vivono.

In Italia se ne importano centinaia di migliaia all’anno. Va avanti così da oltre trent’anni. Prima le cosiddette tartarughe guance rosse. Poi il divieto di importazione per motivi sanitari e l’arrivo di altre tipologie. Si tratta di specie americane (come le precedenti) ma anche del sud est asiatico. La vendita di questi animali sembra non conoscere particolare crisi, ma il mercato, dicono le stesse organizzazioni di commercianti, ha raggiunto livelli di importazione ormai stabili. Ovvero è saturo.

Le tartarughe appartenenti alle specie più comunemente vendute, possono raggiungere dimensioni notevoli e presentare rilevanti problemi di mantenimento anche sotto il profilo sanitario. All’età adulta, però, arrivano in poche. Buona parte muoiono già nelle prime settimane di vita e, salvo considerare che nelle case degli italiani vi siano alcune decine di milioni di tartarughe adulte, è chiaro che la saturazione del marcato si giustifica in buona parte con il rimpiazzo di quelle già morte.

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