GEAPRESS – Bukit Tigapuluh più a sud, e poi la foresta, anch’essa protetta, di Rimbang balle più a nord. Distano circa 200 Km, in Indonesia, ma gli animali che vi abitano non possono fare a meno di quello che usa chiamarsi “corridoio biologico”. Grazie a queste aree, si mantiene la ricchezza della natura. Ideali ponti di collegamento che nulla possono se non protetti.

E’ la situazione delle due foreste, separate tra loro da una terza area natuale, anch’essa forestale, ormai assediata dai progetti di espansione industriale che vedono ancora una volta protegoniste le multinazionali della carta e dell’olio di palma. Foresta acquistata a pezzi, e spesso illegalmente, che distrugge tutto il panorama naturale dei luoghi, con la conseguente morte di molti animali, oltre che un passo deciso verso l’estinzione della specie.

Il WWF, con le sue fototrappole, ha documentato la Tigre di Sumatra, con i piccoli intenti a giocare con una foglia (vedi video), ma anche il Leopardo nebuloso, il Gatto marmorizzato, il Gatto dorato asaitico ed il Gatto leopardo.

E’ quello che resta, di aree naturali enormi, ormai fagocitate dalle attività industriali sempre più invadenti.

Purtroppo gran parte della superficie forestale naturale di Sumatra è già stata cancellata negli ultimi decenni – ha dichiarato Massimiliano Rocco Responsabile del Programma Specie e Foreste del WWF Italia – e le foreste rimaste sono gravemente minacciate dall’avanzata, spesso illegale e inarrestabile dell’industria della cellulosa e della carta, così come dall’espansione dei fenomeni di deforestazione selvaggia per lo sviluppo di piantagioni di palma da olio“.

Sono questi, infatti, i prodotti che rischiano di cancellare per sempre la foresta con le sue tigri, leopardi e gatti selvatici. Carta ed olio sempre più richiesto dai nostri mercati che alimentano in tal maniera la distruzione di una biodiversità unica al mondo.

Le prove documentate della presenza di queste cinque specie di felini – ha aggiunto Massimiliano Rocco – suggeriscono che le licenze di concessione rilasciate troppo facilmente alle imprese che operano in queste aree, come ad esempio Barito Pacifico, dovrebbero essere ridiscusse secondo quelle stesse norme emanate dal Ministero competente indonesiano, nelle quali difatti si afferma che quelle aree forestali, anche se date in concessione, nelle quali si registra la presenza di specie a rischio, dovrebbero essere protette.”

Il Ministro indonesiano delle Foreste Zulkifli Hasan, nel corso di un recente evento organizzato dal WWF a Jakarta, ha peraltro pubblicamente dichiarato il suo sostegno per il rilascio di licenze compatibili con un sistema di recupero degli ecosistemi forestali in Bukit Tigapuluh. Il WWF, però, ha chiesto che si emanino precise norme per la protezione delle zone di foresta confinanti con il Bukit Tigapuluh National Park, sia ampliando il parco che promuovendo una attenta gestione di queste foreste primarie o aree di foresta secondaria, valorizzandone anche l’attuale regime di restaurazione dell’ecosistema forestale.

Intanto, chi l’avrebbe detto che la “ferocissima” tigre, che rischia di scomparire grazie all’uomo, era in grado di giocare con una foglia. 

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